Ciao cari amici,
molti già sanno che non scrivo più tanto spesso qui su Dreaming...al massimo torno quando voglio parlare di un film che merita...
Oggi, però, stavo rileggendo dei miei vecchi post ed ho letto i vostri commenti e ... cavolo, mi mancate!!!
Con alcuni di voi si era creato un bel legame affettuoso e poi...tra vita, impegni e problemucci di salute ho dovuto abbandonare tutto questo e vi ho perso! :(
Spero stiate tutti bene e niente, volevo farvi sapere che avrete sempre un posticino nel mio cuore!
Grazie per il periodo stupendo che mi avete regalato!
Se qualcuno vuole, può sempre contattarmi via mail, sarei felice di rispondere.
Vi abbraccio ad uno ad uno virtualmente!!!
La vostra Melinda
Sognare ad occhi chiusi, ad occhi aperti, nel buio di un cinema, nella vita di tutti i giorni...
I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.
I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci rendiamo conto che c'era qualcosa di strano! (Inception)
mercoledì 22 ottobre 2014
martedì 12 agosto 2014
Ciao capitano mio capitano!
Oggi è un triste giorno per il mondo del cinema, Robin Williams è volato via.
Ma è anche un triste giorno per chi, come me, è cresciuto con i suoi film.
L'attimo fuggente è addirittura tra i miei film preferiti.
Ho sempre apprezzato Williams in ogni suo ruolo, perché si vedeva quanta passione mettesse nel recitare.
Oggi è stato un triste risveglio, ma credo sia giusto salire su un banco per salutare il nostro capitano.
Oh, capitano, mio capitano rest in peace!
Ma è anche un triste giorno per chi, come me, è cresciuto con i suoi film.
L'attimo fuggente è addirittura tra i miei film preferiti.
Ho sempre apprezzato Williams in ogni suo ruolo, perché si vedeva quanta passione mettesse nel recitare.
Oggi è stato un triste risveglio, ma credo sia giusto salire su un banco per salutare il nostro capitano.
Oh, capitano, mio capitano rest in peace!
mercoledì 2 aprile 2014
Storia di una ladra di libri
Sms da cuginetta: "Ti va di venire martedì al cinema a vedere Storia di una ladra di libri?"
E andiamo!
Ultimamente sono un po' fuori dal mondo civile quindi non sapevo assolutamente nulla di questo film...
Sono andata a scatola chiusa! E ci sono andata più che bene!
Un film ambientato durante la triste seconda guerra mondiale.
Liesel, una bambina dai grandi occhioni e dal cuore grande, così come il suo papà adottivo.
Una voce fuori campo molto particolare, dal momento che è la Morte in persona.
L'amore sviscerato per la lettura e per i libri.
L'amicizia fantastica con Rudy, un adorabile ragazzino dai capelli color limone, affidabile, amorevole, speciale.
Una mamma burbera, ma dal cuore tenero, che piano piano verrà fuori con tutta la sua dolcezza.
Un'umanità meravigliosa, sacrificabile in nome del buon senso.
Una cantina dalle mura nere che funge da gigantesco abbecedario.
Un amico ebreo da difendere a costo della propria vita.
Una via dal nome particolare, via Del Paradiso, che fa da sfondo alle vicende.
Non voglio partire raccontando la trama perché, mi conosco, narrerei tutto quello che succede.
Mi sono commossa gran parte del film (leggi sempre ndr), perché è un film che parla di amore, di sentimenti, ma anche di guerra, di cattiveria, di follia. E quindi, oltre a commuovermi per la bontà dei protagonisti, per l'affetto reciproco tra i concittadini, mi è salita su una rabbia incredibile. Non riesco a concepire come la mente di unico "uomo" possa aver creato un dolore così immenso, così straziante, così ingiusto.
Bravi tutti gli interpreti a cominciare dalla piccola Sophie Nélisse, già vista e apprezzata in Monsieur Lazhar , il papà buono intepretato da Geoffry Rush e la mamma burbera una bravissima Emily Watson, il grande piccolo Rudy intepretato da Nico Liersch e nei panni di Max, l'ebreo nascosto, Ben Schnetzer.
I libri, le parole sono una catena che percorre l'intero film. Sono un'ancora di salvezza a cui la piccola Liesel si aggrappa sin dal principio: nonostante fosse ancora analfabeta era già attratta dai libri.
La cosa che mi ha incuriosita maggiormente è che l'attrice Sophie Nélisse ha interpretato Liesel sia da bambina sia da giovane donna...complimenti ai truccatori e costumisti!!!
Questo film mi ha toccato l'anima, con me ci vuole poco per farmi piangere, ma questo film mi è rimasto dentro anche tornando a casa, è rimasto con me mentre mi rigiravo sul cuscino, mi ha accompagnata al lavoro mentre ne parlavo con la mia collega...ed è ancora qui con me mentre digito queste parole...sarebbe bello poter scrivere questo post a penna anziché digitarlo...ma il mondo va avanti e bisogna adeguarci.
Buona visione...e preparate i fazzoletti...
Ed ecco il trailer.
domenica 26 gennaio 2014
The Wolf of Wall Street
A.S. Un caloroso e affettuoso saluto ai miei storici amici bloggher!!!
Eccomi qui, come si suol dire "A volte ritornano"...ma non potevo certo perdermi la recensione dell'ultimo film di Di Caprio.
Fremevo per l'uscita già dal 2013 e finalmente, ieri sera, sono riuscita a vederlo.

Ci sono una miriade di scene divertenti, talmente assurde e paradossali, che anche al più serio in sala scapperà una risatina.
La storia è quella di Jordan Belfort, infatti il film riprende il libro autobiografico dello stesso Belfort.

Ma poi arriva il "lunedì nero" della Borsa, il 19 ottobre 1987, ed ecco che Belfort, così com'è stato assorbito dalla Borsa, viene sputato in un attimo. Ma lui non si arrende ed insieme ad una manica di malviventi e disonesti, tra cui il suo vicino e poi grande amico Donnie (Jonah Hill) fonda la Stratton Oakmont che in breve tempo diventa una vera "produttrice di money".
The Wolf of Wall Street è un film esagerato, ma nel senso positivo della parola.
C'è tanta, tanta roba, e non parlo solo di culi e tette, che ce ne sono veramente a bizzeffe, mi riferisco all'intero film, c'è l'amore, l'amicizia, la famiglia, la carriera, la follia pura e demenziale. Le scene più esilaranti avvengono sempre quando i tipi sono strafatti.
Magnifico Leonardo Di Caprio, e se gli Academy gli rifiutano l'Oscar anche stavolta mi incazzo di brutto!!!
E' stato grandioso, e non lo dico perché sono altamente di parte, lo dico perché è la verità.
E' stato sorprendentemente insolito, un ruolo nuovo anche per lui, una sfida che ha superato alla grande.
A parole non riesco a descrivere più di tanto quello di cui è stato capace in questo film...e per cui lui stesso chiede scusa ai genitori durante la premiazione dei Critics Choice Awards hihihihi, ecco qui la clip.


Grazie alla mia abitudine a commuovermi, strano ma vero, mi sono commossa anche a questo film...ma non svelo nulla perché è verso il finale.
Concludo, perché mi sto perdendo, non sono più abituata a scrivere post ed inizio a parlare a vanvera.
Solo una cosa: andate a vedere questo film!!! Tranne se avete sotto i 14 anni perché per voi è vietato!!!
venerdì 17 maggio 2013
Il grande Gatsby
Quando attendo con trepidazione l'uscita di un film, ho sempre paura che la delusione sia dietro l'angolo.
Per Il grande Gatsby l'attesa era arrivata alle stelle: ero incuriosita già dai primi giorni delle riprese.
Qualche settimana fa ho deciso di acquistare il libro da cui il film è tratto, scritto nientepopodimeno che da Scott Fitzgerald, per poterlo leggere prima della visione del film.
Promessa mantenuta, visto che l'ho terminato lunedì.
E così è arrivato il 16 maggio, giorno segnato nel mio calendario mentale: ho invitato diversi amici e siamo andati allo spettacolo serale. Era l'ultimo giorno della promozione per la settimana del cinema e così ci siamo trovati a dover fare una fila bella lunga, cosa che ormai, purtroppo, non succede da tanto, e uso "purtroppo" perché la non-fila implica che ormai la gente al cinema non ci vada più!
Proprio per il numero elevato di spettatori, ci siamo ritrovati nelle prime file, col naso in su ed il collo pronto a subire. Ma per Leonardo questo ed altro!!!
Oltre al fatto che nel cast ci fosse Di Caprio, un altro aspetto che mi elettrizzava era la regia di Baz Luhrmann, che adoro.
Il film è iniziato, a distanza ravvicinata, come mai mi era successo prima, ma in questo modo mi sono catapultata direttamente nella Long Island degli anni 20, tra musica jazz, charleston, fiumi di alcool, corse con macchine d'epoca, vestiti strepitosi e musica travolgente.
Innanzitutto sono rimasta affascinata dalle riprese da capogiro che davano l'idea dell'immensità, carrellate veloci spaziavano sul paesaggio circostante, sulle strade trafficate, sulla moltitudine di gente che si riversava al party nel grande palazzo lussuoso di Jay Gatsby, interpretato, appunto, da Leonardo Di Caprio. E Luhrmann con le feste ci sa fare, lo aveva già dimostrato in Romeo + Juliet e in Moulin rouge, e qui non è da meno.
Il cast è lodevole. A partire da Di Caprio che sembra essersi cucito addosso il personaggio di Gatsby, così come viene fuori dal libro, così l'ho ritrovato sulla pellicola. Un uomo fondamentalmente solitario, con un sogno in testa, che fa di tutto per realizzarlo, ogni cosa è fine a questo sogno e per lui non conta altro. Un uomo che si fa voler bene da chi va al di là della ricchezza e degli eccessi, e nel film, l'unico che ricopre questo ruolo è proprio Nick Carraway, interpretato da Tobey Maguire, che è stato all'altezza del ruolo ricoperto. Nelle scene iniziali, ammetto che il personaggio di Nick non era affatto come lo avevo visto nel romanzo, sembrava piuttosto stupidino, cosa che non era, ma tempo 5 minuti dall'inizio del film, ecco che vedo il Nick che ho conosciuto, esattamente lo stesso profondo Nick che volevo vedere.
Daisy Buchanan, la cugina di Nick, è interpretata da Carey Mulligan, vista in Drive, molto intensa, anche solo con uno sguardo. Il suo viso dolce porta lo spettatore a fidarsi di lei, a tifare per lei, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco...e non dico altro...
Ogni personaggio offre qualcosa al film e ho riscontrato un buon cast anche tra i personaggi secondari: un odioso Tom, marito di Daisy, intepretato da Joel Edgerton; una diafana ed elegante Elizabet Debizcki, nei panni di una famosa giocatrice di golf, Jordan Baker; una caratteristica Isla Fisher nel ruolo di Myrtle Wilson e suo marito George B. Wilson interpretato con sentimento da Jason Clarke.
Un aspetto principale del film è questo voyeurismo onnipresente, questo osservare gli altri, o addirittura spiarli, entrare nelle loro case, o desiderare ardentemente di giungervi, come accade per Gatsby, così legato a quel faro verde nel lato opposto al suo palazzo, oltre la baia, simbolo metaforico del suo grande sogno.
Nel film ci sono momenti di puro delirio, dove non si capisce niente e tutto sembra insensato, tipico di Luhrmann, alternati a momenti drammatici, emozionanti, dolci, intensi.
C'è una scena molto divertente, in cui a far ridere il pubblico non sono tanto le battute, quanto i gesti impacciati e l'imbarazzo tangibile di Gatsby.
Ho evitato accuratamente di fare riferimenti precisi alla trama, perché credo che ci sia più gusto a scoprire le cose pian piano, ad assaporare la verità dei fatti attraverso gli sguardi molto significativi di Di Caprio e della stessa Mulligan.
Applausi anche per l'ottima colonna sonora: musiche odierne adattate alla perfezione all'epoca di allora, un legame stravagante, ma da Luhrmann c'era da aspettarselo: non dimentichiamo che ha messo una pistola e una giacca a Romeo Montecchi.
Il grande Gatsby è uno dei pochissimi film che non mi ha deluso nonostante abbia letto il libro.
La storia l'avevo immaginata esattamente come Baz Luhrmann l'ha trasformata su pellicola, i personaggi stessi li ho ritrovati simili a quelli del mio immaginario. E le location, la musica e tutto il resto hanno contribuito maggiormente a far respirare l'atmosfera giusta e viaggiare sino ai magici anni 20.
Che dire di più? Che vi consiglio di vederlo VECCHI MIEI!
(e non è
un'offesa, è un semplice richiamo al film. Capirete, oh se capirete!)
martedì 9 aprile 2013
Bianca come il latte rossa come il sangue
Ci risiamo. Manco da un po' e la cosa mi rammarica sempre più, non trovo più il tempo necessario per sedermi alla scrivania e scrivere un post, oppure fare quell'amato giro di blog che tanto mi piaceva. Ma le cose cambiano, il tempo è tiranno ed io sto iniziando questo post senza avere la consapevolezza che riuscirò a finirlo per poterlo pubblicare.
Ieri sera sono stata al cinema a vedere Bianca come il latte rossa come il sangue tratto dall'omonimo romanzo di Alessandro D'Avenia e diretto da Giacomo Campiotti.
Da febbraio, guardando il video del brano dei Modà "Se si potesse non morire", che adoro perché mi commuove ogni volta che la sento o la canto, mi sono ritrovata le immagini del film ed ho capito che non potevo perdermelo. Così ieri, tra un bidone e l'altro, sono riuscita ad andare con le mie cugine.
In Bianca come il latte rossa come il sangue si affronta un tema difficile: la leucemia e non nego che da fine film l'idea di aderire all'ADMO mi rimbalza in testa a più non posso.
C'è un cast che mi è piaciuto molto, a partire dal bravissimo Filippo Scicchitano (classe '93), che avevo già apprezzato e applaudito in Scialla, così naturale, scanzonato e drammatico al momento giusto.
Poi c'è Luca Argentero: nei titoli di coda compare "nel ruolo del sognatore" ed è così...è un professore che tutte sogniamo! Se avessi avuto lui al liceo credo che sarei andata a scuola anche la domenica!!! Bello è bello, ma è anche bravo e riesce ad essere stronzetto anche con quel sorriso angelico sul viso.
Poi le due donne, Aurora Ruffino e Gaia Weiss, in due modi diversi trasmettono tanto al film.
Interessante la coppia Flavio Insinna - Cecilia Dazzi, grazie a loro si ride spesso.
Bianca come il latte rossa come il sangue è un film che si lascia guardare con piacere, che diverte, che stranisce e che commuove. Tocca le corde giuste, ti fa affezionare ai personaggi e ti accompagna per mano verso la realtà che a volte non è sempre rosea come sembra, ma bianca...insensata...o rossa...ricca di passione e di amore, come quello per Dante verso Beatrice che sembra ripetersi con Leo (Filippo Scicchitano) e Beatrice (Gaia Weiss).
Non mi soffermo a parlare della trama, ma invito chi è deluso dal cinema italiano ad andare al cinema perchè, sempre secondo il mio modesto parere, è un film che merita la visione. Poi se resterete delusi...pazienza...il mondo è bello perchè è vario.
Non so quando tornerò su questi schermi, quindi se passate da queste parti vi obbligo a prendervi un abbraccio fortissimo da parte mia.
A presto...
sabato 2 marzo 2013
Upside Down
Era da un po' che non andavo al cinema e ieri sera, per accontentare la mia sorellina, sono tornata al grande schermo per vedere Upside Down, diretto da Juan Diego Solanas.
¡¡¡ǝʇuǝɯlɐɹǝʇʇǝl opuǝʇuı ǝ ɐʇsǝʇ ɐl ǝɹɐɹıƃ àɹɐɟ ıʌ ǝɥɔ ɯlıɟ un
Ups, colpa del film, pardon...dicevo che è:
un film che vi farà girare la testa e intendo letteralmente!!!
Ci ritroviamo in una realtà parallela, in cui esistono due mondi, il mondo di sopra, ricco e benestante, sempre soleggiato, ed il mondo di sotto, povero, decadente e cupo.
Le regole impongono che gli abitanti dei due mondi non possano venire in contatto se non per motivi lavorativi nel grande complesso dell'azienda Transworld, dove c'è uno spettacolare ufficio "speculare".
Trama in breve: Adam (Jim Sturgess, già visto e apprezzato in One Day), abitante del mondo di sotto, sin da bambino incontra la piccola Eden (Kirsten Dunst), sulle vette di entrambi i mondi.
Nonostante le regole i due parlano e fanno amicizia.
Poi, crescendo, sboccia l'amore.
Un giorno, però, i due vengono scoperti e Eden ha la peggio perché,
mentre viene calata giù (o tirata su?) da Adam, la corda viene spezzata
da un proiettile e lei cade sbattendo violentemente la testa.
Gli anni
passano e i due avranno modo di rivedersi, ma lei ha una sorta di
amnesia e Adam dovrà far di tutto per farsi ricordare.
Nel corso del film Adam, utilizzando pesi e vestiti del mondo di sopra,
riesce ad intrufolarsi lì ed arriva ad incontrare la smemorata Eden.
Cos'ha di speciale questo film?
Innanzitutto l'idea è davvero originale: due mondi, due gravità diverse che convivono, una sopra all'altra. Gli stessi oggetti hanno la gravità del mondo a cui appartengono.
Ecco, per esempio, la bella Eden alle prese con un drink del mondo di sotto.
E poi abbiamo dei paesaggi meravigliosi: immaginate di alzare gli occhi al cielo e trovare un'altra immensa città sopra di voi.
La scena più strepitosa che mi ha lasciata davvero a bocca aperta è stata la seguente:
Adam, scoperto dagli uomini del mondo di sopra, tenta la fuga e si tuffa in mare; una volta in acqua si leva i pesi per riappropriarsi della sua gravità e così viene spinto fuori dall'acqua per poi precipitare nel mare del mondo di sotto...ehm...è più facile a farsi che a dirsi...
La storia regge bene, ma c'è un aspetto che mi ha lasciata un po' dubbiosa: Adam, quando è nel mondo di sopra, in pratica è come se fosse a testa in giù, quindi dopo un po' dovrebbe almeno diventare rosso peperone. Evidentemente, però, la storia non sarebbe potuta filare bene se fosse stata troppo realistica e così...accettiamo questa scelta. Del resto è un film surreale al 100%!
Adam e Eden sono stati definiti "Romeo e Giulietta" ai tempi di Inception e, in effetti, mi posso ritrovare d'accordo con questa descrizione, ma per me è stata soprattutto una bella fiaba d'amore "gravitazionale"!
ǝuoısıʌ ɐuonq
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