I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

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mercoledì 2 aprile 2014

Storia di una ladra di libri


Sms da cuginetta: "Ti va di venire martedì al cinema a vedere Storia di una ladra di libri?"
E andiamo!
Ultimamente sono un po' fuori dal mondo civile quindi non sapevo assolutamente nulla di questo film...
Sono andata a scatola chiusa! E ci sono andata più che bene!
Un film ambientato durante la triste seconda guerra mondiale.
Liesel, una bambina dai grandi occhioni e dal cuore grande, così come il suo papà adottivo.
Una voce fuori campo molto particolare, dal momento che è la Morte in persona.
L'amore sviscerato per la lettura e per i libri.
L'amicizia fantastica con Rudy, un adorabile ragazzino dai capelli color limone, affidabile, amorevole, speciale.
Una mamma burbera, ma dal cuore tenero, che piano piano verrà fuori con tutta la sua dolcezza.
Un'umanità meravigliosa, sacrificabile in nome del buon senso.
Una cantina dalle mura nere che funge da gigantesco abbecedario.
Un amico ebreo da difendere a costo della propria vita.
Una via dal nome particolare, via Del Paradiso, che fa da sfondo alle vicende.


Non voglio partire raccontando la trama perché, mi conosco, narrerei tutto quello che succede.
Mi sono commossa gran parte del film (leggi sempre ndr), perché è un film che parla di amore, di sentimenti, ma anche di guerra, di cattiveria, di follia.  E quindi, oltre a commuovermi per la bontà dei protagonisti, per l'affetto reciproco tra i concittadini, mi è salita su una rabbia incredibile. Non riesco a concepire come la mente di unico "uomo" possa aver creato un dolore così immenso, così straziante, così ingiusto.
Bravi tutti gli interpreti a cominciare dalla piccola Sophie Nélisse, già vista e apprezzata in Monsieur Lazhar , il papà buono intepretato da Geoffry Rush e la mamma burbera una bravissima Emily Watson, il grande piccolo Rudy intepretato da Nico Liersch e nei panni di Max, l'ebreo nascosto, Ben Schnetzer.
I libri, le parole sono una catena che percorre l'intero film. Sono un'ancora di salvezza a cui la piccola Liesel si aggrappa sin dal principio: nonostante fosse ancora analfabeta era già attratta dai libri.





La cosa che mi ha incuriosita maggiormente è che l'attrice Sophie Nélisse ha interpretato Liesel sia da bambina sia da giovane donna...complimenti ai truccatori e costumisti!!!
Questo film mi ha toccato l'anima, con me ci vuole poco per farmi piangere, ma questo film mi è rimasto dentro anche tornando a casa, è rimasto con me mentre mi rigiravo sul cuscino, mi ha accompagnata al lavoro mentre ne parlavo con la mia collega...ed è ancora qui con me mentre digito queste parole...sarebbe bello poter scrivere questo post a penna anziché digitarlo...ma il mondo va avanti e bisogna adeguarci.
Buona visione...e preparate i fazzoletti...


Ed ecco il trailer.



domenica 26 gennaio 2014

The Wolf of Wall Street

A.S. Un caloroso e affettuoso saluto ai miei storici amici bloggher!!!


Eccomi qui, come si suol dire "A volte ritornano"...ma non potevo certo perdermi la recensione dell'ultimo film di Di Caprio.
Fremevo per l'uscita già dal 2013 e finalmente, ieri sera, sono riuscita a vederlo.

The Wolf of Wall Street è un film lungo, molto lungo, 180 minuti, ma non te ne rendi neanche conto perché ha un ritmo davvero incalzante: soldi, droghe, sesso, sesso, soldi, droghe, feste, droghe, droghe, sesso, soldi...non ci si può proprio annoiare!!! 
Ci sono una miriade di scene divertenti, talmente assurde e paradossali, che anche al più serio in sala scapperà una risatina.


La storia è quella di Jordan Belfort, infatti il film riprende il libro autobiografico dello stesso Belfort.
Aspirante broker, Belfort (Leonardo Di Caprio) inizia a cambiare stile di vita, grazie agli "insegnamenti" eccentrici del broker Mark Hanna (Matthew McConaughey) e quindi vai con droga e sesso a tutto spiano! 
Ma poi arriva il "lunedì nero" della Borsa, il 19 ottobre 1987, ed ecco che Belfort, così com'è stato assorbito dalla Borsa, viene sputato in un attimo. Ma lui non si arrende ed insieme ad una manica di malviventi e disonesti, tra cui il suo vicino e poi grande amico Donnie  (Jonah Hill) fonda la Stratton Oakmont che in breve tempo diventa una vera "produttrice di money". 
Scorsese, a 71 anni suonati, è giovane dentro e con questo film fuori dagli schemi ce lo dimostra in pieno. 
The Wolf of Wall Street è un film esagerato, ma nel senso positivo della parola. 
C'è tanta, tanta roba, e non parlo solo di culi e tette, che ce ne sono veramente a bizzeffe, mi riferisco all'intero film, c'è l'amore, l'amicizia, la famiglia, la carriera, la follia pura e demenziale. Le scene più esilaranti avvengono sempre quando i tipi sono strafatti.
Magnifico Leonardo Di Caprio, e se gli Academy gli rifiutano l'Oscar anche stavolta mi incazzo di brutto!!! 
E' stato grandioso, e non lo dico perché sono altamente di parte, lo dico perché è la verità.
E' stato sorprendentemente insolito, un ruolo nuovo anche per lui, una sfida che ha superato alla grande.
A parole non riesco a descrivere più di tanto quello di cui è stato capace in questo film...e per cui lui stesso chiede scusa ai genitori durante la premiazione dei Critics Choice Awards hihihihi, ecco qui la clip.

E' bellissimo vedere gli attori che legano sul set ed in questo caso credo proprio che si siano divertiti da sballo. E poi adoro l'amicizia tra Di Caprio e Scorsese, insieme riescono davvero a creare capolavori!!!

Nel cast abbiamo il già citato McConaughey, con una capigliatura che non gli fa merito, ma molto molto simpatico e divertente, la bellissima Margot Robbie, che interpreta Naomi, la seconda moglie di Belfort, Jean Dujardin, lo svizzero che aiuta Belfort in una delle tante malefatte... (Apro una parentesi: durante il film non ero riuscita a riconoscerlo, o meglio, mi sembrava familiare, ma non riuscivo a collegarlo, e ci credo! Ero abituata a vederlo muto e in bianco e nero, ma grazie ai titoli di coda mi si è accesa la lampadina...il protagonista di The Artist!!!) e poi bravissimo ed esilarante Jonah Hill, perfettamente calato nei panni del ciccione ricco sfondato e fattone.
Grazie alla mia abitudine a commuovermi, strano ma vero, mi sono commossa anche a questo film...ma non svelo nulla perché è verso il finale.
Concludo, perché mi sto perdendo, non sono più abituata a scrivere post ed inizio a parlare a vanvera.
Solo una cosa: andate a vedere questo film!!! Tranne se avete sotto i 14 anni perché per voi è vietato!!!




venerdì 17 maggio 2013

Il grande Gatsby


Quando attendo con trepidazione l'uscita di un film, ho sempre paura che la delusione sia dietro l'angolo. 
Per Il grande Gatsby l'attesa era arrivata alle stelle: ero incuriosita già dai primi giorni delle riprese. 
Qualche settimana fa ho deciso di acquistare il libro da cui il film è tratto, scritto nientepopodimeno che da Scott Fitzgerald, per poterlo leggere prima della visione del film. 
Promessa mantenuta, visto che l'ho terminato lunedì. 
E così è arrivato il 16 maggio, giorno segnato nel mio calendario mentale: ho invitato diversi amici e siamo andati allo spettacolo serale. Era l'ultimo giorno della promozione per la settimana del cinema e così ci siamo trovati a dover fare una fila bella lunga, cosa che ormai, purtroppo, non succede da tanto, e uso "purtroppo" perché la non-fila implica che ormai la gente al cinema non ci vada più!
Proprio per il numero elevato di spettatori, ci siamo ritrovati nelle prime file, col naso in su ed il collo pronto a subire. Ma per Leonardo questo ed altro!!!
Oltre al fatto che nel cast ci fosse Di Caprio, un altro aspetto che mi elettrizzava era la regia di Baz Luhrmann, che adoro.
Il film è iniziato, a distanza ravvicinata, come mai mi era successo prima, ma in questo modo mi sono catapultata direttamente nella Long Island degli anni 20, tra musica jazz, charleston, fiumi di alcool, corse con macchine d'epoca, vestiti strepitosi e musica travolgente.
Innanzitutto sono rimasta affascinata dalle riprese da capogiro che davano l'idea dell'immensità, carrellate veloci spaziavano sul paesaggio circostante, sulle strade trafficate, sulla moltitudine di gente che si riversava al party nel grande palazzo lussuoso di Jay Gatsby, interpretato, appunto, da Leonardo Di Caprio. E Luhrmann con le feste ci sa fare, lo aveva già dimostrato in Romeo + Juliet e in Moulin rouge, e qui non è da meno.


Il cast è lodevole. A partire da Di Caprio che sembra essersi cucito addosso il personaggio di Gatsby, così come viene fuori dal libro, così l'ho ritrovato sulla pellicola. Un uomo fondamentalmente solitario, con un sogno in testa, che fa di tutto per realizzarlo, ogni cosa è fine a questo sogno e per lui non conta altro. Un uomo che si fa voler bene da chi va al di là della ricchezza e degli eccessi, e nel film, l'unico che ricopre questo ruolo è proprio Nick Carraway, interpretato da Tobey Maguire, che è stato all'altezza del ruolo ricoperto. Nelle scene iniziali, ammetto che il personaggio di Nick non era affatto come lo avevo visto nel romanzo, sembrava piuttosto stupidino, cosa che non era, ma tempo 5 minuti dall'inizio del film, ecco che vedo il Nick che ho conosciuto, esattamente lo stesso profondo Nick che volevo vedere.


Daisy Buchanan, la cugina di Nick, è interpretata da Carey Mulligan, vista in Drive, molto intensa, anche solo con uno sguardo. Il suo viso dolce porta lo spettatore a fidarsi di lei, a tifare per lei, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco...e non dico altro...


Ogni personaggio offre qualcosa al film e ho riscontrato un buon cast anche tra i personaggi secondari: un odioso Tom, marito di Daisy, intepretato da Joel Edgerton; una diafana ed elegante Elizabet Debizcki, nei panni di una famosa giocatrice di golf, Jordan Baker; una caratteristica Isla Fisher nel ruolo di Myrtle Wilson e suo marito George B. Wilson interpretato con sentimento da Jason Clarke.


 
Un aspetto principale del film è questo voyeurismo onnipresente, questo osservare gli altri, o addirittura spiarli, entrare nelle loro case, o desiderare ardentemente di giungervi, come accade per Gatsby, così legato a quel faro verde nel lato opposto al suo palazzo, oltre la baia, simbolo metaforico del suo grande sogno.
Nel film ci sono momenti di puro delirio, dove non si capisce niente e tutto sembra insensato, tipico di Luhrmann, alternati a momenti drammatici, emozionanti, dolci, intensi.


C'è una scena molto divertente, in cui a far ridere il pubblico non sono tanto le battute, quanto i gesti impacciati e l'imbarazzo tangibile di Gatsby.
Ho evitato accuratamente di fare riferimenti precisi alla trama, perché credo che ci sia più gusto a scoprire le cose pian piano, ad assaporare la verità dei fatti attraverso gli sguardi molto significativi di Di Caprio e della stessa Mulligan.
Applausi anche per l'ottima colonna sonora: musiche odierne adattate alla perfezione all'epoca di allora, un legame stravagante, ma da Luhrmann c'era da aspettarselo: non dimentichiamo che ha messo una pistola e una giacca a Romeo Montecchi.
Il grande Gatsby è uno dei pochissimi film che non mi ha deluso nonostante abbia letto il libro. 
La storia l'avevo immaginata esattamente come Baz Luhrmann l'ha trasformata su pellicola, i personaggi stessi li ho ritrovati simili a quelli del mio immaginario. E le location, la musica e tutto il resto hanno contribuito maggiormente a far respirare l'atmosfera giusta e viaggiare sino ai magici anni 20.


Che dire di più? Che vi consiglio di vederlo VECCHI MIEI! 
(e non è un'offesa, è un semplice richiamo al film. Capirete, oh se capirete!)






sabato 2 marzo 2013

Upside Down



Era da un po' che non andavo al cinema e ieri sera, per accontentare la mia sorellina, sono tornata al grande schermo per vedere Upside Down, diretto da Juan Diego Solanas.

¡¡¡ǝʇuǝɯlɐɹǝʇʇǝl opuǝʇuı ǝ ɐʇsǝʇ ɐl ǝɹɐɹıƃ àɹɐɟ ıʌ ǝɥɔ ɯlıɟ un
Ups, colpa del film, pardon...dicevo che è:
un film che vi farà girare la testa e intendo letteralmente!!!

Ci ritroviamo in una realtà parallela, in cui esistono due mondi, il mondo di sopra, ricco e benestante, sempre soleggiato, ed il mondo di sotto, povero, decadente e cupo. 
Le regole impongono che gli abitanti dei due mondi non possano venire in contatto se non per motivi lavorativi nel grande complesso dell'azienda Transworld, dove c'è uno spettacolare ufficio "speculare".



Trama in breve: Adam (Jim Sturgess, già visto e apprezzato in One Day), abitante del mondo di sotto, sin da bambino incontra la piccola Eden (Kirsten Dunst), sulle vette di entrambi i mondi. 
Nonostante le regole i due parlano e fanno amicizia.


Poi, crescendo, sboccia l'amore. 

  
Un giorno, però, i due vengono scoperti e Eden ha la peggio perché, mentre viene calata giù (o tirata su?) da Adam, la corda viene spezzata da un proiettile e lei cade sbattendo violentemente la testa. 
Gli anni passano e i due avranno modo di rivedersi, ma lei ha una sorta di amnesia e Adam dovrà far di tutto per farsi ricordare.
Nel corso del film Adam, utilizzando pesi e vestiti del mondo di sopra, riesce ad intrufolarsi lì ed arriva ad incontrare la smemorata Eden. 



Cos'ha di speciale questo film? 
Innanzitutto l'idea è davvero originale: due mondi, due gravità diverse che convivono, una sopra all'altra. Gli stessi oggetti hanno la gravità del mondo a cui appartengono. 
Ecco, per esempio, la bella Eden alle prese con un drink del mondo di sotto.


E poi abbiamo dei paesaggi meravigliosi: immaginate di alzare gli occhi al cielo e trovare un'altra immensa città sopra di voi. 


La scena più strepitosa che mi ha lasciata davvero a bocca aperta è stata la seguente: 
Adam, scoperto dagli uomini del mondo di sopra, tenta la fuga e si tuffa in mare; una volta in acqua si leva i pesi per riappropriarsi della sua gravità e così viene spinto fuori dall'acqua per poi precipitare nel mare del mondo di sotto...ehm...è più facile a farsi che a dirsi...


La storia regge bene, ma c'è un aspetto che mi ha lasciata un po' dubbiosa: Adam, quando è nel mondo di sopra, in pratica è come se fosse a testa in giù, quindi dopo un po' dovrebbe almeno diventare rosso peperone. Evidentemente, però, la storia non sarebbe potuta filare bene se fosse stata troppo realistica e così...accettiamo questa scelta. Del resto è un film surreale al 100%!
Adam e Eden sono stati definiti "Romeo e Giulietta" ai tempi di Inception e, in effetti, mi posso ritrovare d'accordo con questa descrizione, ma per me è stata soprattutto una bella fiaba d'amore "gravitazionale"!


ǝuoısıʌ ɐuonq



sabato 23 febbraio 2013

Quando un film ti "ingrippa" il cervello

Esistono film ingrippanti, che ti mandano in pappa il cervello e a visione finita ti senti davvero fuori di testa.
Amo questo genere di film e ne ho visti diversi, ma il primato assoluto va a questi due film: Mullholand Drive e Synecdoche New York (quest'ultimo suggeritomi da oh dae-soo  a cui dedico questo mio post).


Non è facile parlare di questi due film perché se mi hanno creato caos mentale un motivo ci sarà.
Mullholand Drive, diretto dal regista David Lynch, si è guadagnato meritatamente la Palma D'Oro a Cannes come miglior regia. 
Protagoniste di questo film enigmatico sono le bravissime Naomi Watts e Laura Harring. 
Lynch si diverte con lo spettatore, cerca di rendere tutto confuso e incomprensibile, ma piazza qua e là indizi per arrivare alla verità. 
Raccontarvi brevemente la trama è praticamente impossibile, per chi volesse dare un'occhiata, ma io consiglio piuttosto la visione del film, c'è la pagina di Wikipedia.
Per farvi capire il livello di "ingrippamento cerebrale" avuto durante la visione, vi dico solo che nel finale c'è una scena fondamentale eppure il mio cervello era talmente concentrato ad elaborare il tutto che, parlando con l'amico che mi aveva dato il film, insistevo col dire che nel mio dvd quella scena mancava. Non potete capire la mia sorpresa quando siamo tornati insieme a guardare quella scena...mi sono sentita assurdamente scema.
Non vi consiglio la visione per farvi sentire scemi, ci mancherebbe, ma è un film ben fatto, un piccolo labirinto emozionante, che non potrà certo lasciarvi indifferente.

Il secondo film di cui voglio parlare, ossia Synecdoche New York, purtroppo è inedito in Italia (e quando mai!) e troverete solo la versione con i sottotitoli in italiano. Da applaudire all'infinito, o quasi, l'attore protagonista, Philip Seymour Hoffman. Presente nel cast anche un'attrice che sto imparando ad apprezzare sempre più: Michelle Williams.
Questo film è già complicato di suo, ma io sono stata ancora più sfortunata perché ad un certo punto i sottotitoli se ne sono andati fuori sincrono e mantenere la concentrazione è stato davvero necessario! 
Era anche tardi ed il sonno stava prendendo il sopravvento, ma credo che il sonno sia stato un valido amico per rendere ancora più affascinante questo film. 
Avete presente quando sognate? Chi meglio di me sa quanto sia bello il mondo onirico con le sue stranezze e incomprensioni. In Synecodche entrerete esattamente in un sogno, vedrete cose assurde, luoghi strani, persone allucinanti, il tempo che passa in fretta...in più ci saranno attori che interpreteranno i personaggi del film per uno spettacolo teatrale, aumentando il senso di confusione nello spettatore. Insomma un film surreale che potrà affascinarvi come ha fatto con me oppure...boh...non ho la minima idea di quali altre reazioni possa suscitare un film così criptico!
Beh anche qui, se vi aspettate un breve sunto dalla sottoscritta non lo avrete, non potrei mai descrivere cosa accade brevemente, perderebbe senso e bellezza, ma se tanto ci tenete a sapere di cosa parla ecco qui un link con la scheda del film.

E qui vi lascio i due trailer:



Un abbraccio a tutti voi...

domenica 27 gennaio 2013

Django Unchained


Attendevo Django Unchained da troppo, troppo tempo.
E finalmente l'attesa è finita!
Sono andata al secondo spettacolo, quindi il sonno poteva avere la meglio sul film, ma con Tarantino c'è poco da dormire...anzi, dopo questo film, è possibile restare svegli anche tutta la notte.
Film adrenalinico e movimentato, sangue a tutto spiano, e poi risate e divertimento inseriti al punto giusto.
E un montaggio strepitoso che ti tiene attivo e pimpante.
La storia è questa: il dottor King Shultz (Christoph Waltz), nonché cacciatore di taglie, compra lo schiavo di colore Django (Jamie Foxx), durante una prima scena esilarante. 
Sceglie proprio Django in quanto è l'unico che gli possa indicare i tre fuorilegge che sta cercando e fanno un patto per cui Django diventa un uomo libero.
 I due, così, stringono un forte legame e Shultz decide di aiutare il suo nuovo amico a ritrovare la sua dolce metà, Broomhilda, diventata schiava di Calvin Candie (Leonardo Di Caprio), un ricco latifondista con una passione sfrenata per combattimenti tra schiavi neri.
Il resto, mi dispiace, ma è da vedere.
Tarantino tratta un tema serio, come il razzismo, ma riesce a farci sorridere in continuazione. Come sempre non delude, riesce a far piacere il genere western anche a chi non ne va matto, incolla lo spettatore allo schermo e non lo molla più fino a che non escono i titoli di coda. Ma forse nemmeno allora, perché anche a film finito Django Unchained resta impresso nelle nostre menti, a tal punto che se ci trovassimo qualcuno di fronte che non è di nostro gradimento vorremmo avere un fucile tra le mani e sbizzarrirci proprio come fanno i protagonisti.

E poi che cast, signori e signore!!!

"Scusate… ma non ho saputo resistere"



A partire dal fantastico Christoph Waltz, ironico, divertente, impeccabile;

"La D è muta, bifolco"


 



Lo stesso Jamie Fox che indossa alla perfezione i panni dello schiavo vendicatore;
"Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione!"

 


Poi Leonardo Di Caprio...sì, lo so, in questo caso io sono di parte, ma il suo Calvin Candie, crudele fino al midollo, è un amore, non si può odiare, mi diverte troppo e adoro la sua interpretazione.
"Io conto sei colpi, negro."
 


E infine abbiamo un meraviglioso Samuel Lee Jackson, che intepreta Stephen, il capo della servitù, ed è grandioso nel suo ruolo.








A dirla tutta, non mi sento affatto all'altezza di parlare di questo film, ma volevo comunque rendergli omaggio sul mio blog ed invitare chi ancora non lo ha visto a non perdere altro tempo e correre al cinema.
Fidatevi, saranno 165 minuti spesi davvero in un modo spettacolare!
Buona visione.


"Sai come ti chiameranno? La pistola più veloce del sud."





sabato 10 novembre 2012

La stanza di Marvin


Lo so, un po' datato come film essendo del 1996, ma l'ho appena visto su Raimovie e, con le emozioni ancora fresche, ho deciso di scriverci un post. 
Ero una ragazzina quando La stanza di Marvin uscì al cinema. Da ammiratrice sfegatata di Leonardo Di Caprio non me lo sarei perso per niente al mondo. Non so se è capitato anche a voi, ma con il tempo sono diventata sempre più sensibile. Se al cinema, all'epoca, avrò avuto sì e no gli occhi lucidi, oggi pomeriggio ad ogni scena mi mettevo a frignare e non riuscivo a fermarmi.
Ma passiamo al contenuto del film.
Bessie (Diane Keaton) è una donna che ha passato la vita ad occuparsi del padre malato, Marvin, (Hume Cronyn) e dell'anziana zia Ruth, fissata con una telenovela che farà da contorno per l'intero film. Un giorno il dottor Wallie (Robert De Niro) diagnostica a Bessie la leucemia e lei si ritrova a dover chiamare sua sorella Lee (Meryl Streep), che non sente dai secoli dei secoli, per chiederle di fare il test di compatibilità per il midollo osseo. 
Lee vive da sola con i suoi due figli, Hank (Leonardo Di Caprio) e Charlie (Hal Scardino), anche se Hank, un adolescente piuttosto problematico, è stato da poco rinchiuso in un ospedale pschiatrico per aver appiccato un incendio in casa.


Lee, Hank e Charlie, così, raggiungono casa della zia Bessie. Dopo un forte imbarazzo iniziale, dal momento che la zia nemmeno li aveva mai visti i suoi due nipoti, tra Hank e  Bessie si instaura un rapporto intenso che aiuterà a smussare anche le forti tensioni che ci sono tra Hank e sua madre. 


Ho tre momenti preferiti: il primo è quello in cui Hank e zia Bessie corrono in auto sulla riva del mare con l'acqua che entra dai finestrinie loro due che ridono come matti; il secondo si ripete più volte: zia Bessie usa il riflesso di uno specchietto per divertire Marvin che, nonostante ormai non capisca più niente, alla visione di quelle lucine, sorride felice come un bambino; il terzo riguarda il riavvicinamento tra Bessie e Lee, con il pretesto di Lee di rimettere a nuovo la parrucca della sorella.


Non svelo altro per non rovinare la visione a chi ancora non ha avuto modo di vederlo.
Aggiungo solo che è un film toccante, drammatico e pieno di forti sentimenti che arrivano fino al cuore dello spettatore solo attraverso uno sguardo, una lacrima, un sorriso o un abbraccio.
Il cast è degno di tutta la mia ammirazione. A parte Leonardo Di Caprio, abbiamo delle straordinarie Diane Keaton e Meryl Streep, che recitano in modo impeccabile e che riescono a trasmettere davvero bene le sensazioni provate dai loro personaggi: rabbia, gratitudine, affetto, paura. E un applauso va anche a Hume Cronyn, bloccato nel letto per tutto il film e che ispira tanta tenerezza.
A chi vuole seguire il mio consiglio auguro una buona visione.

 "Passo il tempo a pensare di andarmene da qualche altra parte."
"E perché non ci vai?"






domenica 28 ottobre 2012

Ted

 

Ted è un film che ha come protagonista un orsetto di peluche.
Ted è un film vietato ai minori di 14 anni.
Mmm...c'è qualcosa che non quadra. 
Eh, sì! Ted non è proprio un orsetto per bambini: dice parolacce, fuma droga, fa sesso e chi più ne ha più ne metta! E questo perché c'è lo zampino di Seth Macfarlane, creatore dei Griffin.
Ma prima facciamo un salto indietro e torniamo al Natale di tanti anni fa, quando il piccolo John riceve in regalo l'orsetto Teddy ed esprime un desiderio: vuole che il suo nuovo orsetto di peluche parli davvero e che sia il suo amico per sempre. 
Detto, fatto! 
Il giorno dopo un tenerissimo orsetto, con la voce da bimbo, rivela al terrorizzato John che il suo desiderio si è avverato e che loro saranno amici per la vita. 
Teddy, così, diventa un caso mediatico e spopola tra la gente.


I due amici crescono e diventano adulti...


 ...ehm...


...più o meno...


John è fidanzato da quattro anni con Lori (la bellissima Mila Kunis) e il loro rapporto si incrina proprio a causa del forte legame che John ha col suo amico orsetto. 


Fantastica la scena in cui John è al letto con Lori e scoppia un temporale che lo terrorizza: in un attimo arriva il suo rimbombamico che si infila tra i due per cantare insieme la canzone contro i tuoni.


E' un film assurdissimo che diverte proprio per scene fuori dalla logica.
Il personaggio di Ted ha tutte le caratteristiche per essere definito un maschiaccio: porta donne poco raccomandabili a casa, fa sesso con la collega sul posto di lavoro (usate un po' di fantasia), party con tanto alcool e droga, ma sotto tutto quel pelo Ted ha anche un cuore d'oro e lo dimostrerà nel corso del film.












 













 




C'è poi Giovanni Ribisi (Frank Junior in Friends), che personalmente apprezzo molto, e che qui interpreta un personaggio "spastico" che adora Ted sin da quando era piccolino e prova a rapirlo in compagnia del suo figlio grassottello. Quest'ultimo è destinato ad un futuro radioso da quanto si evince dal finale, quando la voce fuori campo ci svela che fine hanno fatto i vari personaggi, ma non dico niente per non rovinare la sorpresa (intanto me la rido ahahaha!).


Le risate non mancano, i momenti dolci nemmeno. Per non parlare dei momenti cazzoni, quelli ce ne sono a volontà. Secondo il mio modesto parere Ted è un film con un'idea di fondo molto originale, azzeccato per una piacevole serata tra amici.

Una certezza ce l'ho: da quando ho visto Ted ne voglio uno anche io da coccolare, perché Ted, nonostante le premesse, è davvero coccolosooo!!!