I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

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giovedì 22 marzo 2012

Magnifica presenza

 

Ieri sera sono andata al cinema con delle amiche. 
Il film scelto: Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek.
L'unica soddisfatta: io.
Sebbene già all'intervallo le mie amiche avessero avuto commenti negativi in proposito, io mi sono gustata questo film dall'inizio alla fine.
La storia è questa: Pietro, catanese trapiantato a Roma e aspirante attore, riesce a trovare casa a Monteverde. Una casa grandissima che può permettersi, nonostante il suo umile lavoro (inforna i cornetti la notte).


L'inganno però viene subito a galla: la casa è già abitata. E da chi? Da una compagnia teatrale, scomparsa però nel lontano 1943 e ignara della sua dipartita. 


Pietro si troverà, quindi, ad aiutare questi 8 fantasmi e a scoprire la verità sulla loro morte. 
Si creerà un legame tra di loro bizzarro, ma, comunque, molto forte. 
Rilevante nel loro rapporto anche l'album di figurine di Pietro, a cui manca la rarissima figurina numero 1, rappresentante Garibaldi.


Il personaggio migliore dell'intero film è Pietro, interpretato dal bravissimo Elio Germano, che con questo ruolo mi conferma sempre di più il suo talento. Complimenti a lui anche per la calata siciliana.
Interessantissimo il finale: un primissimo piano su Germano che dura tutti i titoli di coda. 


Secondo voi chi è l'unica persona rimasta seduta in sala ad ammirare Elio Germano in una scena comunque molto impegnativa, dal momento che non c'era stacco di ripresa? 
Ovviamente io, l'unica e sola. 
Non sopporto la gente che, appena appare la prima riga dei titoli di coda, si alza di corsa, come se all'improvviso avessero chissà quali impegni urgenti...e se il film finiva dopo 20 minuti? Andavano via prima? Molti, così facendo, a volte perdono scene che vengono intervallate ai titoli di coda.
Chiudendo questa parentesi, torniamo al film.
E' una storia nuova nel panorama italiano e quindi anche per questo mi è piaciuta.
Ozpetek unisce dramma, commedia e anche un pizzico di paura.
Ci sono scene sentimentali e commoventi e momenti divertenti, come quella in cui Pietro prende per mano il fantasmino Ivan (un pacioccone!) e lo rimprovera per essere uscito di casa, davanti agli occhi increduli dei passanti. 
Oppure il provino di Pietro che segue i consigli dei suoi amici fantasmi, sconvolgendo non poco il regista (interpretato da Daniele Luchetti) e gli assistenti e facendo una colossale figura di merda.
Divertente e molto realistico il rapporto con la cugina/non cugina Maria.

 
Buffa ed allo stesso tempo inquietante la parte iniziale, ossia quando Pietro si rende conto che c'è qualcosa di sinistro, fino a che poi si ritrova faccia a faccia (e che faccia!!!) con questi strani personaggi.
C'è una scena che mi ha ricordato le mie esperienze notturne: uno dei fantasmi, osserva Pietro mentre dorme, chino su di lui; succede anche a me la stessa cosa, ma purtroppo non si tratta mai di un fantasma innamorato, bensì di personaggi abbastanza terrificanti.


Azzeccatissime anche le musiche  composte da Pasquale Catalano. Qui un assaggio.
In conclusione non mi sento di consigliare a tutti questo film, vista la reazione deludente avuta dalle mie amiche. Sapete com'è, non mi voglio prendere responsabilità. 
Quello che vi posso dire è questo: a me il film è piaciuto e anche tanto.


giovedì 2 febbraio 2012

Sangue - La morte non esiste



 
Stavolta parlo di un film che mi è piaciuto molto, ma sconosciuto per la massa, in quanto trasmesso solo in qualche cinema e poco pubblicizzato.
Il film in questione, italiano, è  "Sangue - La morte non esiste" (2005), diretto da Libero De Rienzo.

[E qui devo aprire una parentesi perché se non la apro ora poi non la apro più. 
Io adoro Libero De Rienzo! 
Persi la testa per lui ai tempi di alcuni spot, tipo Barilla ("Eh, e questa è Barilla!"), English for you ("MILLE LIREEE!!!") e lo spot della Clio (Get up get on up), per poi ritrovarlo nel simpaticissimo ruolo di Bart in Santa Maradona, nei panni dell'incasinatissimo Dante in Andata + Ritorno, fino al ruolo più drammatico nel più recente Fortapàsh.




In Sangue, oltre ad essere regista, ideatore del soggetto e montatore, recita anche una particina, quella di Adrian, un español muy gracioso (3a foto). 
Insomma ci avevo visto bene sin dall'inizio.]

Ma torniamo a noi.
Sangue - La morte non esiste è un film unico nel suo genere.
E' diviso in 3 atti, ognuno diverso dall'altro.

1° atto
E' la parte più incasinata di tutto il film.
Inquadrature particolari, immagini molto luminose, primissimi piani, soprattutto parti del volto della protagonista femminile, interpretata da Emanuela Barilozzi, accavallamento delle voci. Insomma un vero e proprio trip.
Al trip completiamo il caos aggiungendo il personaggio del fratello di Stella, Iuri, interpretato dal (per me) grandioso Elio Germano.

Iuri è abbastanza fuori de cabeza.
Un esempio? Invece del classico animale domestico, lui addomestica le zanzare e le sfama inserendo il suo braccio nella loro bacheca di vetro. :D









Tra i due fratelli c'è un rapporto fin troppo viscerale e a tratti incestuoso.




2° atto
Qui si torna alla linearità, ma le inquadrature non sono nitide, lo spettatore sarà ancora infastidito.
I due fratellini parteciperanno ad un rave. Iuri scoprirà che Stella vuole partire per l'America e gli crolla il mondo addosso. Ma poi arriva la polizia e devono scappare.

Epilogo comico
E qui si passa, finalmente per gli occhi, ad inquadrature più classiche e soprattutto pulite.
C'è l'inserimento di un nuovo personaggio che creerà diversi momenti comici. In quest'ultima parte le stranezze sono infinite e si arriverà ad un punto talmente assurdo che verrà naturale pensare: "Ma è un sogno?".
Il finale mi ha spiazzata completamente e non vi dico altro.

Elio Germano spacca brutto ed è solo una conferma della sua bravura.

[Anche qui mi tocca aprire una parentesi. 
Ho avuto modo di vedere ed apprezzare Elio Germano a teatro, col monologo Thom Pain (Basato sul niente): un'interpretazione meravigliosa. 
Post spettacolo, la dea bendata ha deciso di premiare anche me per una volta (incredibol!), e così mi sono ritrovata proprio Elio Germano  davanti ad un locale di Cibbì (leggi Campobasso). 
Non ci ho pensato due volte: sono andata a complimentarmi con lui. La cosa più bella che ho gradito di quell'incontro è questa: è un tipo davvero alla mano, non si è montato la testa. Ok, vi ho annoiato, pardon, chiudo parentesi.]


Conclusioni.
Quando ho iniziato a scrivere questo post ero convinta di quello che facevo, ma ora mi rendo conto che questo film non può essere descritto. Va visto. Solo faccia a faccia con questo film lo si potrà apprezzare davvero, o odiare (com'è successo con mia cugina che è stata costretta da me medesima a venire al cinema).

Non è un film per tutti, ma solo per chi ama anche percorsi diversi dal solito, per chi si sente pronto a stranirsi e per chi ama le stranezze. 


Questo è il trailer, anch'esso abbastanza confuso. A vostro rischio e pericolo :D