Da quando è giunto anche dalle mie parti il digitale terrestre, ho ritrovato il gusto di guardare la tv.
Qualche sera fa, ad esempio, mi sono imbattuta in un film davvero intenso, Anna dei miracoli (The miracle worker), un'opera del '62 diretta da Arthur Penn.
La storia è di una semplicità assoluta ed è ispirata alla storia vera di Hellen Keller.
Hellen è una ragazzina a cui la vita non ha sorriso: sin dalla prima infanzia, infatti, si è trovata a vivere in un mondo sordo e buio. I genitori, per compassione, la coccolano a tal punto da lasciarle fare qualsiasi cosa voglia.
Un giorno, però, nella vita della famiglia Keller entra Annie Sullivan, una giovane tutrice con un passato tormentato, pronta ad aiutare Hellen nella sua disabilità: anche lei ha avuto problemi alla vista, tant'è che indossa degli occhiali scuri.
Inizialmente l'impresa non sarà facile, Hellen si rifiuta di seguire le regole che Annie cerca di imporgli anche con una certa veemenza, scatenando l'ira del signor Keller.
Molto bella la scena in cui Hellen, durante un pranzo, si alza e, girando intorno al tavolo, inizia a rubacchiare del cibo dai piatti dei suoi familiari. Giunta al piatto di Annie, trova la via sbarrata: Annie non vuole permetterglielo e inizia una lotta. Dalla reazione dei familiari, Annie pensa che sia meglio vivere da sola con la piccola Hellen, per riuscire ad insegnarle qualcosa. La sua richiesta viene accettata, ma solamente per l'insistenza della signora Keller con suo marito.
E così inizia questo rapporto difficile. Annie cerca in tutti i modi di imporre ad Hellen il cucchiaio per mangiare, lottano, si scontrano, Hellen scappa ed Annie la riprende per la cinta e questo avviene per 10 minuti buoni, scatenando anche una certa ilarità nello spettatore. (Qui la scena)
Alla fine, casa distrutta, Annie a pezzi, ma soddisfatta: Hellen ha mangiato un boccone con il cucchiaio.
Con molta difficoltà, Annie guadagna pian pianino la sua fiducia,cerca di insegnarle a parlare solo con il tocco delle mani.
Nella parte iniziale in cui Hellen è ostile e scontrosa, il regista non le ha mai fatto un primo piano, ma, nel momento in cui inizia ad aprirsi, la vediamo da vicino e le vogliamo subito bene con quel suo viso dolce su cui si intravede un lieve sorriso.
Le due attrici, si sono meritatamente guadagnate l'Oscar per questa interpretazione sublime: Anne Bancroft (Annie) come miglior attrice protagonista e Patty Duke (Hellen) come miglior attrice non protagonista.
Il finale è di quelli che lasciano a bocca aperta, che fanno sorridere e piangere per la commozione.
Sicuramente un film da non perdere, che nella sua semplicità riesce comunque a trasmettere un insegnamento profondo.
Ed ecco il trailer originale.