I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

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domenica 25 marzo 2012

50 e 50

 

Sono appena stata al cinema ed ho pensato: 
"Perché non parlare a caldo di 50 e 50?". 
Ed eccomi qui.
Se dovessi descriverlo in una sola parola utilizzerei emozionante
Sì, perché di emozioni ce ne sono di tutti i tipi: affetto, paura, rabbia, commozione, felicità.
La storia, detta così, può intimorire:  Adam (Joseph Gordon-Levitt), 27 anni, ha un lavoro, una casa, una ragazza, ma, purtroppo, scopre di avere un cancro alla spina dorsale. 
La sua vita cambia in un attimo: chemio e terapie con le dovute conseguenze. 
La casistica parla di un 50% di possibilità di sopravvivenza. 
A questo punto, molti, al solo sentire questo input, diranno: "No, non mi va di deprimermi". 
Ma è questo il bello di 50 e 50: è fatto talmente bene che non deprime affatto. 
Importantissimo il ruolo giocato da Kyle (Seth Rogen), l'amico di sempre, che sdrammatizzerà diverse situazioni tristi con battute esilaranti. 
In un momento, ad esempio, ero convinta di scoppiare a piangere invece, grazie a Kyle, sono scoppiata a ridere.

 

E' un film introspettivo, riusciamo ad entrare nella testa di Adam solo osservandolo, riusciamo a sentire la sua paura ed il suo essere incazzato, anche se lui non vuole ammetterlo; noi spettatori riusciamo a sentirlo.
Alla sua prima chemioterapia, dopo aver mangiato biscotti all'erba offertigli da un altro paziente, uscirà beato e ridente, ricordando molto il Tom del meraviglioso (500) giorni insieme, interpretato dallo stesso Gordon-Levitt.


Adam, una volta scoperto il cancro, inizierà delle sedute da una terapista alle prime armi, Katherine (Anna Kendrick), che, seppur partendo in modo buffo e impacciato, si rivelerà indispensabile per lui.

 
I genitori di Adam, madre ossessiva e padre malato di Alzehimer, saranno un altro espedientre per stemperare un po' il dramma.


Credo che 50 e 50 sia da apprezzare soprattutto per questo: non è certo una commedia,visto l'argomento affrontato, ma si ride e si tratta sempre di risate spontanee che fanno stare bene. 
C'è una convivenza equilibrata tra dolore e gioia, lacrime e risate.
I protagonisti sono molto bravi e credibili. 


Joseph Gordon-Levitt (che per me è il gemello moro di Heath Ledger) lo tenevo d'occhio dal già citato (500) giorni insieme e, con grande piacere, me lo sono ritrovato in uno dei miei film preferiti: Inception.
Qui mi ha dato modo di apprezzarlo in un ruolo comunque difficile in cui se l'è cavata egregiamente. La colonna portante è, comunque, il grandioso Seth Rogen: la parte del cazzone gli si addice terribilmente e diverte da matti. Ed anche con lui mi sono commossa, perché è di una dolcezza sorprendente.
Mi è piaciuta molto anche la colonna sonora, adatta ad ogni momento particolare.

E basta...non voglio dire altro perché rischierei di raccontare troppo.
E' un film bellissimo, genuino, che aspettavo di vedere da mesi. L'attesa è stata ripagata alla grande
Consiglio a tutti la visione perché è un film di cuore che emoziona anche i più duri...ne ho avuto la prova tangibile, dal momento che l'amico che era con me si è asciugato gli occhi dicendomi: "Non dirlo a nessuno". 
Vabbè, qui non lo conosce nessuno e posso dirlo :P