I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

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giovedì 7 giugno 2012

Molto forte, incredibilmente vicino

 
Guardare un trailer e pensare all'istante: "Non posso perdere questo film!".
Questo è quello che è successo ad ottobre, quando ho avuto modo di vedere il trailer di Molto forte, incredibilmente vicino
Ho dovuto, però, attendere fino a giugno per poter realizzare questa mia volontà.
Ammetto che, ultimamente, ero stata scoraggiata da diverse recensioni lette, ma in altre, per fortuna, avevo trovato anche un barlume di speranza. 
Spettava a me vedere da che parte stare. 
Ora posso dirlo: sto dalla parte dei pollici su.
Ieri, dopo tante aspettative, mi sono seduta nella sala 4, in compagnia di altre 6 persone, ed ho gustato questo film dalla prima all'ultima sequenza.
E' un film drammatico, senza ombra di dubbio, ma allo stesso tempo riesce ad emozionare tanto.

Oskar Schell è un bambino come tanti, a volte un po' capriccioso e maleducato, a volte dolce come pochi; ha un rapporto fantastico con suo padre, Thomas, che a sua volta è innamoratissimo di sua moglie. 



Thomas sprona ogni giorno Oskar ad avere coraggio, gli prepara ricerche e spedizioni per incontrare gente ed essere meno timido: giocano, si divertono, sono inseparabili.
Poi arriva l'11 settembre del 2001, "il giorno più brutto" come lo definisce Oskar nel corso del film. Thomas, per una casualità, si trova in una delle Torri Gemelle. Thomas non tornerà più a casa. 
Oskar non ha perso solo suo padre, ha perso il suo compagno di vita, ma non vuole darsi per vinto: dopo aver trovato in una giacca un messaggio di suo padre che gli dice di non smettere di cercare e dopo aver trovato accidentalmente una chiave, inizia una nuova ricerca per scoprire cosa possa aprire questa chiave, chiusa in una busta dove è appuntata la parola Black.


Inizia così una grande avventura, con tanti Black da incontrare, tante storie da conoscere, tanti passi da fare.
Sono molto di parte sul giudicare questo film, perchè Oskar vive un'incredibile esperienza, di quelle che ho sempre sognato sin da piccola: mappe, indizi, elenchi super organizzati, spirito d'avventura...



E' lui il protagonista assoluto del film, Oskar Schell, interpretato dal bravissimo e sorprendente Thomas Horn, classe 1997, così naturale e drammaticamente coinvolgente. 
Nel cast anche Tom Hanks e Sandra Bullock, che mi hanno comunque soddisfatta nei loro ruoli, ma sono stati messi in ombra dal piccolo grande Horn.
Mi è piaciuto molto lo stile del film e il modo in cui è stata impostata l'intera vicenda, non lineare e con continui flashback.
C'è una scena che mi ha colpito in maniera particolare: una successione di inquadrature, con un ritmo sempre più incalzante e claustrofobico, è riuscita a trasmettermi tutte le ansie di Oskar, amplificate in seguito alla morte di suo padre.


Simpatico il rapporto tra Oskar e sua nonna, con cui comunica da una finestra all'altra con l'uso dei walkie-talkie, ed intenso lo strano rapporto con "l'inquilino", un anziano signore che ha smesso di parlare con la bocca e usa un pennarello nero e dei taccuini. Ma il rapporto con più sfaccettature è quello con sua madre, l'unico genitore rimastogli, che tratta sempre peggio, fino a confessarle: "Volevo che ci fossi tu lì", al posto di suo padre, in quella maledetta torre.




Molto forte, incredibilmente vicino mi ha dato diversi spunti di riflessione e anche qualche insegnamento da mettere in pratica nella vita reale, come quella di affrontare le proprie paure e darsi degli obiettivi da raggiungere.
Ed Oskar? E' riuscito a raggiungere il suo obiettivo? Avrà trovato la serratura di quella chiave?
Non sta a me dirlo, non voglio rovinare il finale a nessuno.
Per me personalmente è un film che vale la pena di vedere e a chi lo farà consiglio la visione con il cuore aperto: probabile che una lacrima scivoli sulle vostre guance.