I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

Visualizzazione post con etichetta Fantasmi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fantasmi. Mostra tutti i post

mercoledì 2 novembre 2011

Dream about us


Il sole era appena tramontato e il cielo, limpidissimo, era di tre colori tenui; le ultime nuvole della giornata facevano capolino dietro le montagne. Alessia era stanca, aveva lavorato tutto il giorno e aveva solo una gran voglia di dormire. Dopo aver cenato con due piccoli panini con carne e tanta maionese, era andata in camera e si era buttata sul letto, completamente vestita, non aveva neanche la forza di indossare il pigiama. Dopo soli cinque minuti Alessia già dormiva profondamente e, quando squillò il cellulare, non lo sentì nemmeno. Dopo qualche minuto il cellulare suonò di nuovo e stavolta Alessia si svegliò. Aprì gli occhi e dovette fare mente locale, che ore erano e soprattutto che giorno. Si alzò dal letto e si avvicinò alla scrivania dove era il cellulare, che con la vibrazione sembrava stesse per raggiungerla. Sul display comparve un numero anonimo, Alessia rispose: “Pronto?” e dall’altra parte la voce di un ragazzo la chiamò per nome: “Alessia! Sono Luca!”…Luca, un nome per lei tanto importante, il nome del ragazzo per cui aveva del tutto perso la testa, ma Alessia cercò di restare con i piedi per terra e si convinse che era di sicuro un altro Luca! Così chiese senza troppi indugi “Chi Luca?” “Luca Sereni!”…ecco adesso ad Alessia le tremavano le gambe, le braccia, le mani, era tutta un fremito…Luca, proprio quel Luca. Cercò di farsi forza e parlò con una voce fioca: “Ah, Luca! Come stai?” “Bene, grazie! Ti ho chiamato perché è da tanto che non ti vedo e mi andava di farmi un giro con te! È possibile?” Alessia stentò a crederci e per un momento pensò si trattasse solo di un sogno! “Alessia, ci sei?” Alessia sussultò e poi rispose “Sì, scusami! È che non me lo aspettavo, è tutto così…strano!” “Beh, lo so…ma ho capito che ti interesso ancora e…forse hai capito anche tu che…cioè…insomma interessi anche a me!”…perfetto Alessia adesso aveva la piena convinzione che stesse sognando e così si fece più coraggio “Ok, adesso ho capito tutto…mi piacerebbe molto uscire con te, almeno qua posso! Quando e dove?” Luca sorrise, era davvero una ragazza stramba, all’inizio titubante e ora pienamente sicura di sé! “Per me va bene anche stasera, alla zona pub per le 23? Va bene?” “Certo, per me va bene! Non mi dare buca, almeno in questa realtà!”…Luca non capiva bene tutto quello di cui parlava Alessia, ma non le disse niente! Alessia attaccò il telefono e pensò “Che bel sogno! Spero solo che nessuno mi venga a svegliare”. Poi si rese conto che tutto era così realistico e sussultò…non stava sognando affatto…Presa dal panico iniziò a vagare per la casa, non sapeva a chi chiedere consiglio tra le sue amiche più care. Per sua fortuna squillò il telefono ed era proprio la sua carissima amica Jenny: “Oh, Alessia, ma hai il fiatone?” “Jenny, aiutami! Luca mi ha telefonato! Stasera ci dobbiamo vedere ai pub!” “Ma Luca Luca?” “Sì! Proprio lui! Pensa che era troppo bello che ho creduto davvero che stessi sognando, per cui non ero per niente in imbarazzo…ma ora me la sto facendo sotto!” “Ok, calma! Passo da te e vediamo cosa indosserai per il grande evento! Tranquilla, filerà tutto liscio!”. Alessia si precipitò a tirare fuori dal suo armadio tutto quello che le sembrava adatto a una serata con Luca, t-shirt, jeans, mini, pantaloncini, felpe, berretti, snickers, poi si buttò sul letto e, con aria sognante, immaginò quell’incontro su cui fantasticava da tanto ormai! Mentre era lì a sognare ad occhi aperti, suonò il campanello! Tornò infastidita alla realtà e andò ad aprire! Rimase un po’ sorpresa quando vide Michele dall’altra parte della porta! Era da tanto che non lo sentiva, da quando era finita la loro breve relazione non avevano avuto modo di frequentarsi neanche da amici. “Ciao Ale, posso entrare?”. Alessia era alquanto scossa da questo ospite inatteso, ma lo fece entrare comunque. Michele aveva capito che non era ben accetto così le spiegò subito il motivo della sua visita: “Scusa se ti piombo in casa così ma stanotte ho fatto un brutto sogno e volevo assolutamente vedere come stavi!” “Ma dai Michele, sei venuto fin qui per uno stupido sogno?”, Michele le prese la mano: “Beh, non parleresti così se avessi fatto questo sogno!”, Alessia si scostò da lui “Ok, adesso mi stai facendo paura!” “Ale, ti prego, stai attenta!” “Attenta, ma che dici?” “Ok, è meglio se senti cosa ho sognato! Ti prego!” “Ok, ma poi vai via che sto aspettando Jenny”. Sedettero tutti e due sul divano e Michele iniziò a raccontare: “Ero alla zona pub e ti ho vista in mezzo alla gente, come è successo qualche volta anche nella realtà!” Alessia al solo udire zona pub aveva iniziato a sudare freddo, voleva quasi bloccare il racconto, ma era molto curiosa di natura e così si trattenne e continuò ad ascoltare. “Mi sono avvicinato a te per salutarti e tu eri molto strana! Avevi uno sguardo spento ed eri in compagnia di certi ragazzi mai visti prima, tipo ultrà!” ecco adesso ad Alessia era venuta la pelle d’oca…Luca faceva parte proprio degli ultrà…decise che continuare ad ascoltare il sogno adesso era davvero importante! “Uno di questi ragazzi mi ha chiesto cosa volessi dalla sua ragazza, ti si è avvicinato, ti ha preso la testa tra le mani e ti ha dato un bacio in bocca. Tu eri del tutto passiva, sembravi un vegetale! Ho iniziato a chiederti che ti era successo, cosa ti avevano fatto e tu…tu mi hai sorriso e mi hai detto “Michele, ma tu lo sapevi già che sarebbe successo? Lo hai sognato no? E io nel sogno mi ricordavo che era una cosa che già avevo sognato e di cui ti avevo anche parlato…proprio come ora! Forse ho sbagliato, non dovevo venire a dirtelo…è tutto così strano!”. Alessia aveva una faccia terrorizzata “Michele adesso ho paura anche io, e il motivo è che stasera mi devo vedere alla zona pub con un ultrà!” Michele restò di sasso: “Cosa? Oh Ale, non vorrai mica andarci?”, Alessia rifletté un po’e poi rispose: “Ma sì! Dai ragioniamo! È stato solo un sogno, ora mi stavo facendo condizionare da te ma non ne vale la pena! A me quel ragazzo piace e se posso uscire con lui lo farò!” “Ok, ma il mio sogno non è ancora finito! Vuoi sapere come finisce?”…Alessia gli sorrise “No, non fa niente! Ora vai tranquillo a casa e stasera evita di venire alla zona pub! Non vorrei che il tuo sogno si realizzasse!” “Beh, Ale, mi dispiace per te…ma io lavoro al pub e stasera sarò proprio lì!” Alessia si rabbuiò, ma non lo diede a vedere “Ok, Michele, fai quello che vuoi, ma ora vai che Jenny sta per arrivare!”. Michele annuì e andò via!
Dopo solo cinque minuti suonò il citofono “Chi è?” “La tua personal manager!” “Sali, sali!”. Quando Jenny arrivò le raccontò tutto, la telefonata di Luca e poi la visita di Michele, il suo strano sogno, le sue paure. Jenny ascoltava tutto molto attentamente e poi rise “Certo che Michele ha un tempismo perfetto per farsi vivo, proprio oggi!” Alessia si tranquillizzò alla risata della sua amica  “Quindi per te non dovrei preoccuparmi?” “No, è solo una stupidaggine!”. Dopo la scelta sull’abbigliamento, vale a dire una mini di jeans, una t-shirt rosa e una felpa grigia col cappuccio e le sue scarpe da ginnastica preferite, Alessia era pronta per la grande serata. Anche se continuava a dire dentro di sé che il sogno di Michele non significava niente, non riusciva a calmarsi.
Jenny era andata via e Alessia poco dopo uscì di casa, salì in macchina e si diresse in centro. Per fortuna un posto comodissimo era lì che l’aspettava. Era in anticipo e così decise di aspettare in macchina. Accese la radio, davano la sua canzone preferita “Fortuna che non era niente” di Alex Britti, e così iniziò a canticchiare…all’improvviso un’ombra si avvicinò al finestrino e bussò…Alessia sussultò e, quando si girò, vide che era Luca. Abbassò il finestrino “Ciao…mi hai fatto prendere un colpo!” “Scusa…è che ti ho vista e ho pensato di chiamarti. Andiamo o vuoi rimanere qui?” “Beh, a te andrebbe di stare in macchina?” “C’è qualche problema?” “A dire il vero sì, si tratta del mio ex…lavora ai pub e non mi va di subire scenate da lui!”. Luca sorrise, poi andò dall’altro lato e si fece aprire lo sportello, dopo di che salì. “Per me qui va benissimo, ma...avrei bisogno di una birra…la prendo anche a te?”. Alessia ripensò all’incubo di Michele e decise che era meglio evitare di bere “No, grazie, ti aspetto qui!”. Luca scese e si allontanò. Alessia era davvero confusa, Michele alla fine era riuscito a condizionarla. Dopo cinque minuti Luca tornò con due bottiglie di birra. Salì in macchina e rivolto ad Alessia le porse la birra “So che avevi detto di no, ma ne ho presa una se per caso ti veniva voglia!”…ecco adesso Alessia era sempre più convinta che il destino voleva giocare con lei. Prese la birra, ma l’appoggiò sul cruscotto, non aveva nessuna intenzione di bere. Luca la guardò negli occhi “Mi sembri tesa, spero non sia per colpa della birra!” “No, è sempre per via del mio ex…oggi pomeriggio è passato da me e la cosa mi ha turbato abbastanza!” “Beh, ma ora sei con me, puoi rilassarti…ho qualcosa per te, vedrai starai meglio!” e così tirò fuori dalla tasca due pillole “Una per te e una per me!”. Alessia adesso era terrorizzata “Io non mi drogo! Non hai capito niente di me!”. Luca la guardò sconvolto, poi con un tono offeso le rispose “Se è per questo neanche tu hai capito niente di me, e non capisco come faccio a piacerti se mi consideri un drogato!” poi le mostrò le pillole, e Alessia si rese conto che erano delle caramelle alla frutta. Adesso aveva capito la figuraccia che aveva fatto, e se avesse avuto Michele tra le mani lo avrebbe strozzato di sicuro! Voleva sprofondare, ma decise di raccontargli tutta la verità, di Michele e del suo stupido sogno. Luca, finite le spiegazioni, l’abbracciò e poi le diede un bacio sulla guancia, poi sull’altra guancia fino a che arrivò alla bocca, e la baciò…Alessia rispose al bacio, ma poi sentì un pizzico alla schiena e…perse i sensi.
Michele era lì che serviva ai tavoli, quando alzò la testa e restò di sasso…stava rivivendo la scena del sogno: Alessia era là, insieme a tutti quei ragazzi dell’incubo. Michele lasciò sul tavolo il vassoio che aveva in mano e si diresse verso Alessia. “Ale, ti prego dimmi che non è vero! Dimmi che non sta succedendo davvero!”. Luca con aria dura guardò negli occhi Michele “Che vuoi dalla mia ragazza?” poi prese tra le mani il viso di Alessia e la baciò. Alessia, del tutto stranita, si rivolse a Michele “Michele, sapevi che sarebbe successo, lo hai sognato, no?” e Michele ebbe paura, si disperò perché vedeva che non riusciva a cambiare il corso degli eventi…si sentì in colpa perché avrebbe dovuto raccontarle tutto il sogno, solo così forse lei sarebbe rimasta a casa. Michele d’istinto cercò di portare via Alessia, ma Luca lo bloccò “No, Michele, non mi fare inkazzare! Lei è il nostro giocattolino!”. Poi fece cenno ai suoi amici e si allontanarono con lei. Michele chiamò Jenny, era la prima persona che gli era venuta in mente “Jenny, dobbiamo salvare Alessia!” “Michele? Ma che stai dicendo?” “Jenny ti prego, se vuoi bene ad Alessia devi darmi retta! Ho sognato tutto quello che sta avvenendo, e se non vuoi che la tua amica faccia una brutta fine devi aiutarmi!” “Ancora con questo sogno?” “Te ne ha parlato? Meglio, così allora mi crederai…Alessia è stata drogata davvero, e ora l’hanno portata via, nel mio sogno era alla Fortezza…le faranno del male se non ci sbrighiamo…ti prego chiama tuo cugino, mandalo lassù! Io ci sto già andando! Ma rischio grosso…nel mio sogno morivo senza salvarla, aiutami!” Jenny con il telefono di casa stava già chiamando suo cugino poliziotto. “Michele mio cugino sta arrivando là! Mi raccomando fai attenzione!”. Jenny attaccò il telefono, ma decise di andare là anche lei!
Alessia si rese conto che qualcosa di brutto stava per accadere, si ricordò di Michele, del suo sogno, e della fine che non si era fatta raccontare e capì che un incubo non è mai a lieto fine! Luca era accanto a lei, guidava come un forsennato, e poi la guardò “Adesso io e i miei amici ci divertiamo un po’ con te!”. Sì, senza dubbio un incubo orribile! Ed era tutta colpa sua, doveva dar retta a Michele! Alessia decise di stare al gioco per riuscire a scappare, così mise una mano sulla gamba di Luca “Senti, capisco che l’amicizia è davvero importante ma che gusto c’è a dividermi con i tuoi amici? Potrei darti tante soddisfazioni…” e salì più su con la mano, suscitando in Luca una certa eccitazione. Luca accostò, Alessia si avvicinò alla sua faccia gli sorrise e gli sputò in un occhio, dopo di che aprì lo sportello e iniziò a scappare, ma qualsiasi cosa le era stata iniettata l’aveva privata delle sue forze e così dopo qualche metro si ritrovò faccia a terra…ma prima che Luca la raggiungesse si sentì prendere in braccio da qualcuno che le sussurrò “Andrà tutto bene, ci sono io qua!”. Alessia fece appena in tempo a vedere che Michele la stava portando in salvo, quando partì uno sparo e Michele urlò. Caddero a terra entrambi. Alessia capì che era arrivata la fine. Luca e i suoi amici si avvicinarono e la presero. La portarono in un luogo isolato e come bestie si approfittarono di lei, che impotente non riusciva neanche ad urlare. Jenny arrivò con suo cugino e quando videro Michele in un lago di sangue capirono che era troppo tardi. Jenny cominciò a chiamare a gran voce l’amica, ma non ricevette risposta. Poi sentì delle macchine andare via di corsa, andò da quel lato e trovò Alessia a terra, piena di lividi e ferite, la sua vita ormai era appesa ad un filo. Chiamarono un’ambulanza, ma appena arrivò i medici del 118 non poterono fare altro se non constatare il decesso dei due. Jenny era disperata, aveva spinto l’amica ad ignorare il sogno di Michele, ma lei sapeva chi erano i colpevoli e alla polizia disse tutto e Luca e i suoi amici furono arrestati.
Mentre Luca dormiva in quella cella fredda sentì uno strano suono, aprì gli occhi e vide Alessia accanto a lui “Quanto sei stupido! Hai rovinato la tua vita e quella dei tuoi amici per una “scopata” con me, quando mi avresti potuta avere comunque!” Luca, impaurito, si alzò dal letto e si avvicinò alla porta, ma Alessia era lì che lo aspettava “Luca, Luca, ormai hai fatto uno sbaglio e devi pagare!” e accanto ad Alessia apparve Michele, che sorrise a Luca. Questi terrorizzato iniziò ad urlare e a sbattere i pugni contro la porta “Aiuto, ci sono i fantasmi, aiuto! Vi prego!”. Alessia si avvicinò a Luca e gli mise una mano sul cuore “Qui dentro non c’è niente” poi gli toccò la testa “Per non parlare di quello che hai qui dentro! Hai ragione, come potevi piacermi…sei solo un mostro!”. Luca si sentì mancare e cadde a terra, stroncato da un infarto. Alessia e Michele si presero per mano e scomparvero nella notte.  

domenica 9 ottobre 2011

Allucinazioni e paralisi del sonno.

Stavolta voglio parlare di eventi che fanno parte della mia vita e che, nonostante abbia appurato scientificamente di cosa si tratti, mi spaventano ogni volta.
Quando dormo, mi capita spesso di svegliarmi e vedere cose o persone. Inizialmente, suggestionata anche dalla mia passione per il paranormale, pensavo fossero presenze sovrannaturali (a dire il vero non lo escludo ancora del tutto).
Per far capire meglio la situazione e, soprattutto, per far provare le mie stesse emozioni, racconterò diversi episodi che ho vissuto direttamente.
La prima volta che ho avuto delle visioni avevo appena 15 anni. Ero al letto, nel dormiveglia, ed ho visto un foglio rosso volare verso il lampadario che mi sembrava muoversi. Il giorno dopo, senza pensare troppo al foglio rosso, chiesi a mio padre se per caso ci fosse stato un terremoto. Lui mi disse di no. Due giorni dopo la strana visione, ci fu il grande terremoto dell'Umbria (non è la mia regione) e lì per lì rimasi colpita. Avevo avuto una sorta di premonizione?
A distanza di una settimana altro episodio strano. Mi ero da poco messa al letto ed avevo spento la luce. Voltandomi  da un lato, mi soffermai a guardare i fantasmini (quelli che uscivano dall'uovo Kinder) che la mia sorellina, che dormiva nel letto accanto, aveva disposto sul comodino. Ad un certo punto, proprio dal lato di mia sorella, vidi una mano che sorvolava sui fantasmini e mi venne naturale sorridere, pensando che la mia sorellina muovesse la mano nel sonno. Immaginate la mia faccia quando, una volta accesa la luce, mi resi conto che mia sorella aveva entrambe le braccia sotto la coperta. Passai giorni terribili, credendo di essere pazza. Quella mano l'avevo vista davvero!!!
E da lì è iniziato il tutto.
Ora elenco le visioni che mi hanno colpito maggiormente. Ci tengo a precisare che avvengono per lo più nel momento del risveglio e durano, per fortuna, solo pochi secondi.
- Quando ero all'università vidi una bambina, stile Shirley Temple, con i boccoletti, mentre si chinava sulla mia coinquilina.
- Una notte vidi un ragazzo biondo, allungarsi all'indietro, a mo' di Dracula che si rimette nella bara, mi ha dato quella impressione.
- Una volta mi svegliai ed accanto al mio letto c'era una bambina in ginocchio, capelli lunghi neri, cerchietto rosso, che mi guardava, non era spaventosa, anzi, aveva anche un'aria dolce, ma vi sfido a non spaventarvi in una simile occasione!!!
- Una donna a metà, cioè aveva solo la metà anteriore, vestita di bianco, camminava verso la finestra guardandomi e sorridendomi, fino a che è entrata nella tenda ed è sparita.
- Una tarantola si calava dritta dritta sul mio cuscino. Quella volta mi alzai di scatto terrorizzata.
- Prima una luce che si muoveva tra i due letti e poi dei fili luminosi proprio sopra di me.
- Questa è l'ultima visione avuta, e si è ripetuta per due notti: una mano con un guanto sportivo da motociclista.
A quanto pare si tratta di allucinazioni ipnagogiche ed ipnopompiche, un disturbo del sonno.
Ma oltre a queste allucinazioni ho provato, diverse volte, anche l'assurda e terrificante esperienza della paralisi nel sonno.

"La paralisi nel sonno, detta anche paralisi ipnagogica, è un disturbo del sonno in cui nel momento prima di addormentarsi o, più comunemente, al risveglio ci si trova senza la possibilità di potersi muovere. Questo disturbo dura molto poco (al massimo 2 minuti dal risveglio o pochi secondi prima di addormentarsi), talvolta di più, ma mai per un tempo oggettivamente lungo. Consiste nel fatto che tutti i muscoli del corpo sono paralizzati, e la persona in cui si manifesta è del tutto cosciente e riesce a svolgere pochissimi movimenti del suo corpo, in certi casi solo il movimento degli occhi, della lingua o alcuni lievissimi movimenti degli arti; comunque durante le paralisi la respirazione è sempre assicurata.
Ciò solitamente incute terrore e angoscia nell'individuo affetto dal disturbo.
Le cause più comuni sono: mancanza di riposo, stress, ritmi di sonno irregolari.
Spesso la "vittima" di tale paralisi tende a gridare, talvolta chiedendo aiuto, ma quando cercherà di farlo non griderà, bensì emanerà solo un lieve sussurro ed avrà la sensazione sgradevole di sentire la propria voce soffocata da qualcosa di anomalo.
Le paralisi nel sonno vanno distinte dalle illusioni ipnagogiche con le quali però possono accompagnarsi causando sensazioni particolarmente vivide e talvolta terrificanti."

Ovviamente io non mi faccio mancare nulla e di conseguenza le ho provate entrambe contemporaneamente.
L'episodio più terribile è stato questo che mi accingo a raccontare.
Era un pomeriggio d'inverno, stavo facendo un pisolino, quando mi svegliai mi resi conto di non riuscire a muovermi. Non era la prima volta che mi succedeva, ma vi assicuro che è una sensazione orribile ogni volta. Ho sentito una presenza accanto a me, non la vedevo, ma sapevo che c'era. Ad un tratto una mano gelida mi ha accarezzato la guancia e ho sentito un sussurro "Adesso dormi". In tutto ciò io non riuscivo a muovermi, volevo chiamare la mia amica che era in cucina, ma non riuscivo ad emettere alcun suono. Un momento davvero terribile, avevo paura e non sapevo cosa fare. L'unica cosa che sono riuscita a fare è stata questa: avendo la mano vicino al mento, ho fatto pressione col dito e piano piano ho ripreso possesso del mio corpo e sono corsa dalla mia amica con una faccia terrorizzatissima.
Quando, tempo dopo, mi sono documentata, mi sono tranquillizzata un bel po'. Ho letto esperienze di altri, tutte simili alle mie. Tutti proviamo la stessa sensazione: quando ci troviamo immobili, abbiamo l'impressione che qualcuno ci si butti addosso, comprimendoci il petto.
Ed ora mi fermo qui. Spero sia stato interessante anche per chi non conosce il fenomeno.