I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

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domenica 26 gennaio 2014

The Wolf of Wall Street

A.S. Un caloroso e affettuoso saluto ai miei storici amici bloggher!!!


Eccomi qui, come si suol dire "A volte ritornano"...ma non potevo certo perdermi la recensione dell'ultimo film di Di Caprio.
Fremevo per l'uscita già dal 2013 e finalmente, ieri sera, sono riuscita a vederlo.

The Wolf of Wall Street è un film lungo, molto lungo, 180 minuti, ma non te ne rendi neanche conto perché ha un ritmo davvero incalzante: soldi, droghe, sesso, sesso, soldi, droghe, feste, droghe, droghe, sesso, soldi...non ci si può proprio annoiare!!! 
Ci sono una miriade di scene divertenti, talmente assurde e paradossali, che anche al più serio in sala scapperà una risatina.


La storia è quella di Jordan Belfort, infatti il film riprende il libro autobiografico dello stesso Belfort.
Aspirante broker, Belfort (Leonardo Di Caprio) inizia a cambiare stile di vita, grazie agli "insegnamenti" eccentrici del broker Mark Hanna (Matthew McConaughey) e quindi vai con droga e sesso a tutto spiano! 
Ma poi arriva il "lunedì nero" della Borsa, il 19 ottobre 1987, ed ecco che Belfort, così com'è stato assorbito dalla Borsa, viene sputato in un attimo. Ma lui non si arrende ed insieme ad una manica di malviventi e disonesti, tra cui il suo vicino e poi grande amico Donnie  (Jonah Hill) fonda la Stratton Oakmont che in breve tempo diventa una vera "produttrice di money". 
Scorsese, a 71 anni suonati, è giovane dentro e con questo film fuori dagli schemi ce lo dimostra in pieno. 
The Wolf of Wall Street è un film esagerato, ma nel senso positivo della parola. 
C'è tanta, tanta roba, e non parlo solo di culi e tette, che ce ne sono veramente a bizzeffe, mi riferisco all'intero film, c'è l'amore, l'amicizia, la famiglia, la carriera, la follia pura e demenziale. Le scene più esilaranti avvengono sempre quando i tipi sono strafatti.
Magnifico Leonardo Di Caprio, e se gli Academy gli rifiutano l'Oscar anche stavolta mi incazzo di brutto!!! 
E' stato grandioso, e non lo dico perché sono altamente di parte, lo dico perché è la verità.
E' stato sorprendentemente insolito, un ruolo nuovo anche per lui, una sfida che ha superato alla grande.
A parole non riesco a descrivere più di tanto quello di cui è stato capace in questo film...e per cui lui stesso chiede scusa ai genitori durante la premiazione dei Critics Choice Awards hihihihi, ecco qui la clip.

E' bellissimo vedere gli attori che legano sul set ed in questo caso credo proprio che si siano divertiti da sballo. E poi adoro l'amicizia tra Di Caprio e Scorsese, insieme riescono davvero a creare capolavori!!!

Nel cast abbiamo il già citato McConaughey, con una capigliatura che non gli fa merito, ma molto molto simpatico e divertente, la bellissima Margot Robbie, che interpreta Naomi, la seconda moglie di Belfort, Jean Dujardin, lo svizzero che aiuta Belfort in una delle tante malefatte... (Apro una parentesi: durante il film non ero riuscita a riconoscerlo, o meglio, mi sembrava familiare, ma non riuscivo a collegarlo, e ci credo! Ero abituata a vederlo muto e in bianco e nero, ma grazie ai titoli di coda mi si è accesa la lampadina...il protagonista di The Artist!!!) e poi bravissimo ed esilarante Jonah Hill, perfettamente calato nei panni del ciccione ricco sfondato e fattone.
Grazie alla mia abitudine a commuovermi, strano ma vero, mi sono commossa anche a questo film...ma non svelo nulla perché è verso il finale.
Concludo, perché mi sto perdendo, non sono più abituata a scrivere post ed inizio a parlare a vanvera.
Solo una cosa: andate a vedere questo film!!! Tranne se avete sotto i 14 anni perché per voi è vietato!!!




venerdì 17 maggio 2013

Il grande Gatsby


Quando attendo con trepidazione l'uscita di un film, ho sempre paura che la delusione sia dietro l'angolo. 
Per Il grande Gatsby l'attesa era arrivata alle stelle: ero incuriosita già dai primi giorni delle riprese. 
Qualche settimana fa ho deciso di acquistare il libro da cui il film è tratto, scritto nientepopodimeno che da Scott Fitzgerald, per poterlo leggere prima della visione del film. 
Promessa mantenuta, visto che l'ho terminato lunedì. 
E così è arrivato il 16 maggio, giorno segnato nel mio calendario mentale: ho invitato diversi amici e siamo andati allo spettacolo serale. Era l'ultimo giorno della promozione per la settimana del cinema e così ci siamo trovati a dover fare una fila bella lunga, cosa che ormai, purtroppo, non succede da tanto, e uso "purtroppo" perché la non-fila implica che ormai la gente al cinema non ci vada più!
Proprio per il numero elevato di spettatori, ci siamo ritrovati nelle prime file, col naso in su ed il collo pronto a subire. Ma per Leonardo questo ed altro!!!
Oltre al fatto che nel cast ci fosse Di Caprio, un altro aspetto che mi elettrizzava era la regia di Baz Luhrmann, che adoro.
Il film è iniziato, a distanza ravvicinata, come mai mi era successo prima, ma in questo modo mi sono catapultata direttamente nella Long Island degli anni 20, tra musica jazz, charleston, fiumi di alcool, corse con macchine d'epoca, vestiti strepitosi e musica travolgente.
Innanzitutto sono rimasta affascinata dalle riprese da capogiro che davano l'idea dell'immensità, carrellate veloci spaziavano sul paesaggio circostante, sulle strade trafficate, sulla moltitudine di gente che si riversava al party nel grande palazzo lussuoso di Jay Gatsby, interpretato, appunto, da Leonardo Di Caprio. E Luhrmann con le feste ci sa fare, lo aveva già dimostrato in Romeo + Juliet e in Moulin rouge, e qui non è da meno.


Il cast è lodevole. A partire da Di Caprio che sembra essersi cucito addosso il personaggio di Gatsby, così come viene fuori dal libro, così l'ho ritrovato sulla pellicola. Un uomo fondamentalmente solitario, con un sogno in testa, che fa di tutto per realizzarlo, ogni cosa è fine a questo sogno e per lui non conta altro. Un uomo che si fa voler bene da chi va al di là della ricchezza e degli eccessi, e nel film, l'unico che ricopre questo ruolo è proprio Nick Carraway, interpretato da Tobey Maguire, che è stato all'altezza del ruolo ricoperto. Nelle scene iniziali, ammetto che il personaggio di Nick non era affatto come lo avevo visto nel romanzo, sembrava piuttosto stupidino, cosa che non era, ma tempo 5 minuti dall'inizio del film, ecco che vedo il Nick che ho conosciuto, esattamente lo stesso profondo Nick che volevo vedere.


Daisy Buchanan, la cugina di Nick, è interpretata da Carey Mulligan, vista in Drive, molto intensa, anche solo con uno sguardo. Il suo viso dolce porta lo spettatore a fidarsi di lei, a tifare per lei, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco...e non dico altro...


Ogni personaggio offre qualcosa al film e ho riscontrato un buon cast anche tra i personaggi secondari: un odioso Tom, marito di Daisy, intepretato da Joel Edgerton; una diafana ed elegante Elizabet Debizcki, nei panni di una famosa giocatrice di golf, Jordan Baker; una caratteristica Isla Fisher nel ruolo di Myrtle Wilson e suo marito George B. Wilson interpretato con sentimento da Jason Clarke.


 
Un aspetto principale del film è questo voyeurismo onnipresente, questo osservare gli altri, o addirittura spiarli, entrare nelle loro case, o desiderare ardentemente di giungervi, come accade per Gatsby, così legato a quel faro verde nel lato opposto al suo palazzo, oltre la baia, simbolo metaforico del suo grande sogno.
Nel film ci sono momenti di puro delirio, dove non si capisce niente e tutto sembra insensato, tipico di Luhrmann, alternati a momenti drammatici, emozionanti, dolci, intensi.


C'è una scena molto divertente, in cui a far ridere il pubblico non sono tanto le battute, quanto i gesti impacciati e l'imbarazzo tangibile di Gatsby.
Ho evitato accuratamente di fare riferimenti precisi alla trama, perché credo che ci sia più gusto a scoprire le cose pian piano, ad assaporare la verità dei fatti attraverso gli sguardi molto significativi di Di Caprio e della stessa Mulligan.
Applausi anche per l'ottima colonna sonora: musiche odierne adattate alla perfezione all'epoca di allora, un legame stravagante, ma da Luhrmann c'era da aspettarselo: non dimentichiamo che ha messo una pistola e una giacca a Romeo Montecchi.
Il grande Gatsby è uno dei pochissimi film che non mi ha deluso nonostante abbia letto il libro. 
La storia l'avevo immaginata esattamente come Baz Luhrmann l'ha trasformata su pellicola, i personaggi stessi li ho ritrovati simili a quelli del mio immaginario. E le location, la musica e tutto il resto hanno contribuito maggiormente a far respirare l'atmosfera giusta e viaggiare sino ai magici anni 20.


Che dire di più? Che vi consiglio di vederlo VECCHI MIEI! 
(e non è un'offesa, è un semplice richiamo al film. Capirete, oh se capirete!)






domenica 27 gennaio 2013

Django Unchained


Attendevo Django Unchained da troppo, troppo tempo.
E finalmente l'attesa è finita!
Sono andata al secondo spettacolo, quindi il sonno poteva avere la meglio sul film, ma con Tarantino c'è poco da dormire...anzi, dopo questo film, è possibile restare svegli anche tutta la notte.
Film adrenalinico e movimentato, sangue a tutto spiano, e poi risate e divertimento inseriti al punto giusto.
E un montaggio strepitoso che ti tiene attivo e pimpante.
La storia è questa: il dottor King Shultz (Christoph Waltz), nonché cacciatore di taglie, compra lo schiavo di colore Django (Jamie Foxx), durante una prima scena esilarante. 
Sceglie proprio Django in quanto è l'unico che gli possa indicare i tre fuorilegge che sta cercando e fanno un patto per cui Django diventa un uomo libero.
 I due, così, stringono un forte legame e Shultz decide di aiutare il suo nuovo amico a ritrovare la sua dolce metà, Broomhilda, diventata schiava di Calvin Candie (Leonardo Di Caprio), un ricco latifondista con una passione sfrenata per combattimenti tra schiavi neri.
Il resto, mi dispiace, ma è da vedere.
Tarantino tratta un tema serio, come il razzismo, ma riesce a farci sorridere in continuazione. Come sempre non delude, riesce a far piacere il genere western anche a chi non ne va matto, incolla lo spettatore allo schermo e non lo molla più fino a che non escono i titoli di coda. Ma forse nemmeno allora, perché anche a film finito Django Unchained resta impresso nelle nostre menti, a tal punto che se ci trovassimo qualcuno di fronte che non è di nostro gradimento vorremmo avere un fucile tra le mani e sbizzarrirci proprio come fanno i protagonisti.

E poi che cast, signori e signore!!!

"Scusate… ma non ho saputo resistere"



A partire dal fantastico Christoph Waltz, ironico, divertente, impeccabile;

"La D è muta, bifolco"


 



Lo stesso Jamie Fox che indossa alla perfezione i panni dello schiavo vendicatore;
"Signori, avevate la mia curiosità, ma ora avete la mia attenzione!"

 


Poi Leonardo Di Caprio...sì, lo so, in questo caso io sono di parte, ma il suo Calvin Candie, crudele fino al midollo, è un amore, non si può odiare, mi diverte troppo e adoro la sua interpretazione.
"Io conto sei colpi, negro."
 


E infine abbiamo un meraviglioso Samuel Lee Jackson, che intepreta Stephen, il capo della servitù, ed è grandioso nel suo ruolo.








A dirla tutta, non mi sento affatto all'altezza di parlare di questo film, ma volevo comunque rendergli omaggio sul mio blog ed invitare chi ancora non lo ha visto a non perdere altro tempo e correre al cinema.
Fidatevi, saranno 165 minuti spesi davvero in un modo spettacolare!
Buona visione.


"Sai come ti chiameranno? La pistola più veloce del sud."





sabato 10 novembre 2012

La stanza di Marvin


Lo so, un po' datato come film essendo del 1996, ma l'ho appena visto su Raimovie e, con le emozioni ancora fresche, ho deciso di scriverci un post. 
Ero una ragazzina quando La stanza di Marvin uscì al cinema. Da ammiratrice sfegatata di Leonardo Di Caprio non me lo sarei perso per niente al mondo. Non so se è capitato anche a voi, ma con il tempo sono diventata sempre più sensibile. Se al cinema, all'epoca, avrò avuto sì e no gli occhi lucidi, oggi pomeriggio ad ogni scena mi mettevo a frignare e non riuscivo a fermarmi.
Ma passiamo al contenuto del film.
Bessie (Diane Keaton) è una donna che ha passato la vita ad occuparsi del padre malato, Marvin, (Hume Cronyn) e dell'anziana zia Ruth, fissata con una telenovela che farà da contorno per l'intero film. Un giorno il dottor Wallie (Robert De Niro) diagnostica a Bessie la leucemia e lei si ritrova a dover chiamare sua sorella Lee (Meryl Streep), che non sente dai secoli dei secoli, per chiederle di fare il test di compatibilità per il midollo osseo. 
Lee vive da sola con i suoi due figli, Hank (Leonardo Di Caprio) e Charlie (Hal Scardino), anche se Hank, un adolescente piuttosto problematico, è stato da poco rinchiuso in un ospedale pschiatrico per aver appiccato un incendio in casa.


Lee, Hank e Charlie, così, raggiungono casa della zia Bessie. Dopo un forte imbarazzo iniziale, dal momento che la zia nemmeno li aveva mai visti i suoi due nipoti, tra Hank e  Bessie si instaura un rapporto intenso che aiuterà a smussare anche le forti tensioni che ci sono tra Hank e sua madre. 


Ho tre momenti preferiti: il primo è quello in cui Hank e zia Bessie corrono in auto sulla riva del mare con l'acqua che entra dai finestrinie loro due che ridono come matti; il secondo si ripete più volte: zia Bessie usa il riflesso di uno specchietto per divertire Marvin che, nonostante ormai non capisca più niente, alla visione di quelle lucine, sorride felice come un bambino; il terzo riguarda il riavvicinamento tra Bessie e Lee, con il pretesto di Lee di rimettere a nuovo la parrucca della sorella.


Non svelo altro per non rovinare la visione a chi ancora non ha avuto modo di vederlo.
Aggiungo solo che è un film toccante, drammatico e pieno di forti sentimenti che arrivano fino al cuore dello spettatore solo attraverso uno sguardo, una lacrima, un sorriso o un abbraccio.
Il cast è degno di tutta la mia ammirazione. A parte Leonardo Di Caprio, abbiamo delle straordinarie Diane Keaton e Meryl Streep, che recitano in modo impeccabile e che riescono a trasmettere davvero bene le sensazioni provate dai loro personaggi: rabbia, gratitudine, affetto, paura. E un applauso va anche a Hume Cronyn, bloccato nel letto per tutto il film e che ispira tanta tenerezza.
A chi vuole seguire il mio consiglio auguro una buona visione.

 "Passo il tempo a pensare di andarmene da qualche altra parte."
"E perché non ci vai?"