I sogni influenzano ed esaltano la vita, ma non la definiscono.

I sogni sembrano reali fino a quando ci siamo dentro... Solo quando ci svegliamo, ci
rendiamo conto che c'era qualcosa di strano!
(Inception)

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lunedì 28 novembre 2011

Inediti dal passato...

Ieri, complice un pranzo in famiglia, ho tirato fuori l'argomento "streghe e dintorni" e, tra le mie nonnine e gli altri presenti, sono venute fuori belle storielle.
Dal momento che "Storie dal passato" ha destato un certo interesse, ho deciso di raccontarle anche a voi. Sono storie sulla cui veridicità non metterei la mano sul fuoco, ma ascoltarle è stato molto piacevole tant'è che per tutto il tempo ho avuto un sorriso da idiota!!!
Credo che per facilitarmi le cose sia meglio creare una sorta di elenco.
1) Le streghe si trasformavano, oltre che in vento, anche in animali: gatti e galline in particolare.
Una volta alcune persone, sapendo che la gallina entrata in casa fosse una strega, l'hanno colpita con un bastone. Il giorno dopo la loro vicina era malconcia, con delle fasciature.
2) La notte di Natale le streghe volavano: si cospargevano con un unguento fatto con le erbe e spiccavano il volo.
Da quanto raccontavano ieri, una povera streghetta non è stata molto fortunata: l'effetto è svanito o perché aveva usato una quantità insufficiente di unguento magico o perché aveva superato il limite di tempo, questo non ci è dato sapere. La cosa buffa è che la sfortunata si sia trovata in un altro paese, completamente nuda, perché queste streghe volavano nude, e abbia dovuto chiedere aiuto affinché le andassero a prendere i suoi abiti.
3) C'è una fonte al mio paese dove si dice che i lupi mannari si andassero a fare i bagni. Un tizio si era fermato lì, disgrazia sua perché arrivò uno di questi licantropi paesani ed il tizio fu costretto a fare la "maratona di New York" prima di giungere sano e salvo a casa. Voi non potete capire le risate, a questo punto, durante il pranzo: mio padre, scettico, chiedeva chi fossero i protagonisti della storia e mia nonna faceva nomi e cognomi, lupo incluso. Pare fosse solo un povero uomo che veniva avvistato nei campi, solitario, perché a quei tempi bagni e wc non erano presenti in tutte le case e lui andava a fare i suoi bisogni per le campagne, guadagnandosi di diritto, a causa delle credenze paesane e del passaparola, il titolo di lupo mannaro.
4) La nonna di mio cognato aveva ricevuto un consiglio per scoprire se una signora, su cui aveva dei sospetti, fosse una strega: una volta seduta, doveva mettere sotto la sedia della probabile strega un treppiede da camino. Nel caso fosse davvero una strega non si sarebbe potuta più alzare. Beh, questa signora è rimasta tutto il giorno in quella casa fino a che ha detto: "Oramai lo hai capito, fammi andare via".
5) Le streghe, o meglio le fattucchiere (più appropriato per questa storia), facevano anche malocchi.
La tecnica di cui mi hanno parlato ieri consisteva in questo: utilizzavano ossa di morti da cui ricavavano una polverina. Questa polverina veniva depositata sull'altare nel punto in cui il sacerdote avrebbe poi posato il calice. Mia nonna ricorda esattamente che il prete durante la celebrazione passava la mano per vedere se c'era qualcosa, e nel caso trovasse la polverina, ripuliva tutto.
6) E sempre in tema di malocchi: c'era un uomo che si pensava fosse uno stregone, ed era anche piuttosto burbero. Durante una processione litigò con un uomo che voleva far fermare la processione e gli disse: "Tu a casa non ci arriverai!" e quest'uomo, in effetti, fu colto da infarto prima ancora di arrivare a casa.  Miii!!!
7) Questa e poi mi fermo. L'ho lasciata per ultima perché è quella che mi ha fatto sorridere maggiormente. Prima di andare a dormire era buona abitudine incrociare i legnetti nel camino e soprattutto mettere una scopa dietro la porta. Il beneficio dei legnetti non lo conosco, probabilmente impedivano l'accesso dal camino, la scopa...una trovata geniale: nel caso la strega di turno decideva di entrare in quella casa, prima era costretta a contare tutti i fili che componevano la scopa, di conseguenza un bel lavoraccio ed ecco che spuntava il sole e la strega vi doveva rinunciare.
Termino qui il secondo capitolo di storie dal passato, anche perché è quasi ora di dormire e non ho ancora sistemato la mia scopa dietro la porta :)


mercoledì 23 novembre 2011

Storie dal passato...

Dopo aver visto Häxan (La stregoneria attraverso i secoli), sotto consiglio del caro Occhio sulle espressioni, ho avuto la brillante idea di riportare, nero su bianco, racconti del passato su streghe e usanze dell'epoca, che mi sono stati accuratamente riferiti dalle mie mitiche nonnine.
Ho appena finito di parlare a telefono con una di loro ed ho la testa piena di informazioni, spero di riuscire a dargli un ordine.
Iniziamo dalle streghe.
Anche nel mio paese d'origine c'erano le streghe, o almeno così si dice.
Diventavano vento e passavano attraverso i buchi delle serrature.
Dispettose come non mai lasciavano sorpresine durante la notte: gli abitanti del paese la mattina trovavano le code dei cavalli intrecciate, oppure loro stessi si ritrovavano con i capelli tagliati.
C'era una frase per tenere lontane le streghe dalla proprio abitazione e ammetto che quando mia nonna l'ha pronunciata sono scoppiata a ridere. La frase originale, in dialetto, è questa: "Sabt ser i corn n'gul a streg"; penso si capisca il senso anche senza tradurre!
Ma ve le immaginate queste persone, parliamo dei primi decenni del secolo scorso, mentre ripetono queste parole e credendoci davvero?!?
A quanto pare se la notte di Natale, a mezzanotte precisa, nasceva qualcuno, il suo destino era segnato: se di sesso femminile si trattava di una strega, se di sesso maschile di un lupo mannaro.
Eh, sì, al mio paese non si facevano mancare nulla!
Mi raccontava mia nonna di un mio prozio, non ho nemmeno capito chi sia, che è stato aggredito da un lupo mannaro: lui era rientrato a casa a notte fonda, perché andava suonando in giro con l'organetto e una volta chiusa la porta ha sentito dei forti colpi. Era questo lupo mannaro che cercava di entrare.
A detta di mia nonna erano persone che si trasformavano, ma poi gli passava...chissà con che malattia mentale avevano a che fare. Anche se si parlava proprio di trasformazione in lupo.
Ed ora passo alla parte che preferisco, il cosiddetto giro degli archi.
Quando i bimbi avevano il male dell'arco, che non ho ben capito in cosa consistesse, forse mal di pancia o influenza, bisognava effettuare questo giro degli archi affinché il bimbo malato guarisse.
Mio padre ricorda ancora oggi quando mia nonna lo portava in giro e a me la cosa fa ridere, ma assai!
Comunque funzionava così: la mamma prendeva il piccolo in braccio e dopo aver preso  degli spicchi d'aglio a casa della maggiora, che era la fattucchiera del paese, doveva passare sotto i 3 archi del paese.
Ad ogni arco doveva buttare uno spicchio d'aglio a terra e recitare queste parole: "Sto passando sotto l'arco, niente milza e male d'arco".
Finito il giro si ritrovava su un punto che affacciava sulle campagne. Lì doveva buttare l'ultimo spicchio d'aglio, recitare la solita filastrocca, ma con un'aggiunta: "Vattene al mare con tutti panni!"
La cosa fondamentale era che durante il tragitto non rivolgesse la parola a nessuno. La gente ne era a conoscenza, quindi, quando vedevano passare una mamma con il figlio in braccio, che non salutava nemmeno, dicevano: "Ah, sta facendo il giro degli archi".
Mi fanno sorridere questi racconti, ma allo stesso tempo vorrei avere una macchina del tempo per vederli con gli occhi miei perché hanno un non so che di fascinoso.